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I VESCOVI SICILIANI ATTACCANO ‘LA PIOVRA E’ UNA VERGOGNA’ | la Repubblica.it

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I VESCOVI SICILIANI ATTACCANO ‘LA PIOVRA E’ UNA VERGOGNA’

ROMA – La chiamano una “vergogna”. E da quei pulpiti, logico che è una definizione che pesa. Sette vescovi siciliani, tra cui il catanese Luigi Bommarito che pure non ha mai esercitato un diplomatico silenzio sulla mafia, se la prendono con la Piovra 7. “Non ne possiamo più”, scattano in coro i presuli, indirettamente invitando allo zapping quei dieci milioni d’ italiani che invece sono il pubblico fedele dello sceneggiato. “Non ne possiamo più, è una vergogna e una umiliazione costante dover assistere a spettacoli televisivi che sfruttano la nostra Isola – s’ infervora monsignor Rosario Mazzola, di Cefalù – La Piovra non fa che accrescere il senso di sfiducia nelle istituzioni…perché invece non si valorizzano le bellezze della nostra terra, troppo spesso martirizzata da tanti cliché, e data in pasto a gente che della Sicilia sa poco o niente?”. Su Vita, settimanale del volontariato e dell’ associazionismo regionale, passa un giudizio “di squadra” che però non è inedito. E cioé: la Sicilia non è solo mafia, e la Piovra danneggia l’ immagine della Sicilia. Un leit motiv che ha avuto altri interpreti, recenti e meno recenti. Per esempio, parecchi democristiani. Poi Berlusconi. Infine, se non si conta Storace (An), è toccato al regista Franco Zeffirelli (Forza Italia), che tre settimane fa pronunciò la sua “ferma e vibrata protesta” col presidente della commissione di vigilanza della Rai, Taradash. Zeffirelli chiedeva di fermare la Piovra (non quella reale, ma la fiction, nel caso in questione). Stavolta la preoccupazione (anzi lo sdegno), di certo meditato, viene dai porporati dell’ isola. Da quelli di Catania, Trapani, Cefalù, Mazara del Vallo, Acireale, Ragusa e Patti. Monsignor Emanuele Catarinicchia, vescovo di Mazara: “La televisione, anche con sceneggiati come questo, stimola il consumismo e confonde le coscienze”. Luigi Bommarito, Catania: “La Piovra 7 non l’ ho vista finora, ma rifiuto la logica dei mass-media che vogliono a tutti i costi propagandare con l’ etichetta mafia e con il marchio Sicilia tutto quello che è criminale”. Giuseppe Malandrino, Acireale: “La Sicilia non è solo mafia. Questa terra ha anche forze ed energie sufficienti, in parte attive, che potrebbero essere valorizzate molto di più. Se ci fanno vedere solo la Piovra, io ho la sensazione che tutto è nelle mani della mafia. Allora voglio una trasmissione che mi mostri quali sono i valori sui quali i siciliani devono puntare. Don Pino Puglisi, il parroco del quartiere Brancaccio ucciso a Palermo due anni fa, è stato grande non perché ha attaccato la mafia, ma perché tentava di scardinarla dall’interno, educando i figli dei mafiosi. E’ per questo – osserva monsignor Malandrino – che i padri si sono visti persi. Don Puglisi trasmetteva principi così sani da ribaltare tutta la loro visione del mondo”. Luigi Perelli, il regista, si dice dispiaciuto: “Noi abbiamo raccontato la rivolta della gente, una diversa tensione morale, una Sicilia che si scrolla di dosso il passato proprio facendo nascere dal di dentro valori nuovi. Nella Piovra 7 c’ è perfino un figlio che denuncia i genitori mafiosi… E del resto, anche Falcone era era spettatore attento delle altre serie proprio per la loro forza, per la loro funzione sociale… Non capisco i vescovi, proprio ora che la Chiesa, a differenza del passato, s’ è impegnata direttamente contro i clan. La cultura del silenzio non giova a nessuno. E sarebbe pericoloso se questa diventasse una posizione dominante…”. Non nasconde lo stupore neanche Luciano Violante. “Sono stupito, sì, che si ritenga la Piovra offensiva per la Sicilia. E’ Cosa nostra che offende la Sicilia. Anche a me par strano che quest’opinione venga oggi proprio dalla Chiesa siciliana”. Remo Girone, un habitué della parte del “cattivo”, si irrita: “Dall’inizio dello sceneggiato in Sicilia ci sono stati, mi pare, dieci o dodici morti ammazzati. Non credo che sia colpa della tivù. I vescovi si inquietano per la ‘brutta figura’ dell’isola? Confesso che lo trovo aberrante. Perché non si scandalizzano per il prete che ha sposato Riina mentre il boss era latitante? O del chiacchierato monsignor Cassisa di Monreale? Già Sciascia, in Una storia semplice, narrò di un sacerdote colluso. In ogni caso, sarebbe giusto inserire nella prossima Piovra (se si farà) la vicenda di un prete con del fegato, appunto un don Puglisi, che non a caso ci ha lasciato la vita. La Piovra, la seguono in 10 milioni. Magari se fossero due gatti, non darebbe fastidio a nessuno…”.

di MARINA GARBESI

Sorgente: I VESCOVI SICILIANI ATTACCANO ‘ LA PIOVRA E’ UNA VERGOGNA’ – la Repubblica.it

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