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SERVO DEI POVERI e consolatore degli afflitti | prospettiveonline.it

mons-salvatore-gristinaProspettive 06-10-2013 

XXV anniversario della beatificazione del Card. Giuseppe Benedetto Dusmet

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di S.E. Mons. Salvatore Gristina

mons-salvatore-gristinaLa sera di giovedì 25 settembre si è svolta con notevole partecipazione di fedeli la Giornata diocesana del volontariato in coincidenza con la festa liturgica del beato Cardinale Giuseppe Benedetto Dusmet con due momenti di riflessione e di preghiera assai significativi nel pomeriggio-sera: nella chiesa della Badia di Sant’Agata il diacono transeunte don Giuseppe Mirone ha presentato ai volontari impegnati nel settore della carità fraterna una relazione sul volontariato cattolico in diocesi. In Cattedrale l’Arcivescovo Mons. Salvatore Gristina ha presieduto la solenne Concelebrazione Eucaristica. Offertorio sono stati consegnati alla Caritas diocesana i generi alimentari raccolti nella giornata e da destinare ai tanti poveri della città. Di seguito si riporta il testo dell’omelia dell’Arcivescovo.

Carissimi fratelli Presbiteri e Diaconi, Fratelli e Sorelle nel Signore,

1. Oggi nel calendario delle Chiese di Sicilia è segnata la memoria facoltativa del Beato Card. Giuseppe Benedetto Dusmet. Evidentemente, per noi, qui a Catania, la memoria acquista un significato speciale: onoriamo colui che dal 1867 al 1894 – quindi per ben 27 anni – fu l’indimenticabile pastore della nostra santa chiesa.
Quest’anno la ricorrenza liturgica è ulteriormente arricchita dal XXV anniversario della Beatificazione avvenuta in Piazza S. Pietro il 25 settembre 1988 ad opera del Beato Giovanni Paolo II. In quella occasione furono beatificati anche altri cinque servi di Dio, fra i quali il frate minore Junìpero Serra alla cui esemplare attività missionaria si ispirano i Serra Clubs, i cui membri svolgono un lavoro lodevole nell’animazione vocazionale, come pure nella preghiera, nel sostegno dei seminaristi e nella vicinanza ai sacerdoti. Ciò avviene anche nella nostra arcidiocesi da oltre venti anni.

2. Facendo memoria del Card. Dusmet, noi ubbidiamo alla raccomandazione dell’Autore della Lettera agli Ebrei: “Ricordatevi dei vostri capi, i quali vi hanno annunziato la Parola di Dio, considerando attentamente l’esito del loro tenore di vita, imitatene la fede” (13,7).
Con quali termini ricordare la straordinaria figura del nostro gran de Pastore?
Molto è stato scritto sul Card. Dusmet ed abbiamo, quindi, la possibilità di conoscerlo bene. In questo momento ci limitiamo a valorizzare gli odierni testi liturgici.
L’orazione colletta ha descritto il Beato vescovo Giuseppe Benedetto Dusmet pervaso del fuoco della carità divina, modello di vita monastica, servo dei poveri e consolatore degli afflitti.
Queste pennellate hanno origine nella Parola che abbiamo appena ascoltato: il brano di Isaia (61, 1-3) e la pagina di Matteo (25, 31-40).
Il fuoco della carità che ardeva nel cuore e in tutta l’esistenza del Dusmet è il fuoco dello Spirito che era su di lui perché iniziato alla vita cristiana con il Battesimo, la Cresima e l’Eucaristia. Lo Spirito guidò la sua vita di monaco benedettino e la consacrazione con l’unzione spirituale lo rese sacerdote del Signore e successivamente vescovo della nostra Chiesa.
Lo Spirito lo spinse a quella straordinaria testimonianza di carità che resta indelebile ed esemplare nella nostra Chiesa e nel nostro territorio.

3. Il Beato Dusmet ha letteralmente messo in pratica quanto leggiamo nella pagina di Isaia e nella pagina di Matteo.
Lo stile con cui egli ha esercitato le opere di misericordia corporali e spirituali è  egregiamente illustrato nelle lettera pastorale che da Roma indirizzò al Clero e al popolo dell’arcidiocesi catanese in occasione della sua ordinazione episcopale nel 1867. È bello ricordare le sue parole rimaste famose e che egli realizzò quotidianamente nel suo lungo e fecondo episcopato: “Il nostro buon popolo … si affidi pure tutto intero al nostro amore di padre. Sin quando avremo un panettello, noi lo divideremo con il povero. La nostra porta per ogni misero che soffra sarà sempre aperta. L’orario che ordineremo affiggersi all’ingresso dell’episcopio sarà che gli indigenti a preferenza entrino in tutte le ore. Un soccorso, ed ove i mezzi ci manchino, un conforto, una parola di affetto l’avranno tutti e sempre”.
E sappiamo bene che egli non si limitò ad accogliere, ma andò a trovare tutti come ci ricorda il dipinto opportunamente qui esposto. Al riguardo, possiamo osservare che il Card. Dusmet realizzò in anticipo quanto Papa Francesco sottolinea continuamente: la Chiesa è chiamata ad uscire da se stessa ed andare verso le periferie, non solo quelle geografiche, ma anche quelle esistenziali, quelle del mistero del peccato, del dolore, dell’ingiustizia, quelle dell’ignoranza e dell’assenza di fede, quelle del pensiero, quelle di ogni forma di miseria. Le sue mani, che sapientemente furono rese visibili in occasione dell’ultima ricognizione del corpo, e che noi possiamo ammirare e venerare, furono sempre instancabilmente operose e paternamente attente e delicate nel servire e consolare.
In questo modo il Beato Dusmet ha annunziato la parola di Dio sull’amore del prossimo ed ha proclamato il Vangelo dell’amore di Dio.

4. È bello in questo momento ritornare alle espressioni incisive con cui Giovanni Paolo II ha presentato il Card. Dusmet in occasione della Beatificazione. “Chiunque vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome…vi dico in verità che non perderà la sua ricompensa” (Mc 9, 41). Su queste parole evangeliche meditò certo a lungo il Cardinale Giuseppe Benedetto Dusmet, per 27 anni Arcivescovo di Catania, dopo essere stato per circa due lustri abate dello storico monastero benedettino di san Nicolò “de arenis” in quella città.
Egli si erge quale testimone della carità evangelica in tempi particolarmente tormentati per la vita della Chiesa, in mezzo ad accesi conflitti di parte e a profonde alterazioni del tessuto politico e sociale del Paese, in una regione sconvolta dal susseguirsi di paurose calamità naturali: epidemie di colera, terremoti, inondazioni, eruzioni dell’Etna, oltre a quella costante e vastissima calamità che è la miseria dei diseredati.
Pur allevato tra gli agi di una famiglia aristocratica e facoltosa, egli fece della povertà, vissuta in funzione di servizio e di donazione agli altri, una programmatica scelta di vita talmente radicale che, alla sua morte, non si trovò neppure un lenzuolo in cui avvolgerlo: di tutto, letteralmente, egli si era spogliato per rivestirne i poveri, di cui si sentiva umile servitore.
Grande rilievo ebbe pure l’opera da lui svolta a servizio dell’Ordine Benedettino, a cui apparteneva. Per speciale mandato del Sommo Pontefice Leone XIII realizzò la rifondazione del Collegio Internazionale di sant’Anselmo sull’Aventino – condotta a termine esattamente un secolo fa -, e la strutturazione di quella Confederazione dell’Ordine di san Benedetto che oggi è così autorevolmente rappresentata in questa piazza da oltre 200 abati benedettini, convenuti da ogni parte del mondo.
Il Cardinale Dusmet, decoro e gloria del monachesimo, dell’episcopato e del Sacro Collegio Cardinalizio, ci trasmette così il messaggio profetico di una autentica solidarietà evangelica e di una docile e operosa fedeltà al carisma della propria vocazione, vissute ed espresse nella realtà fattiva del dono totale di sé sull’itinerario tracciato dalle orme di Cristo Salvatore”.
Ricordiamolo sempre così il nostro grande Card. Dusmet: testimone della carità  evangelica … egli fece della povertà, vissuta in funzione di servizio e di donazione agli  altri, una programmatica scelta di vita … decoro e gloria del monachesimo … ci trasmette  il messaggio profetico di una autentica solidarietà evangelica e di una docile ed operosa fedeltà al carisma della propria vocazione.

5. Per l’autore della Lettera agli Ebrei, il ricordo deve costituire anche un  approfondimento della esemplarità di vita che ci danno i Santi e soprattutto l’imitazione  della loro fede.
Stiamo celebrando l’Anno della Fede, provvidenzialmente indetto da Papa Benedetto XVI  allo scopo di comprendere e sperimentare la fede come adesione personale alla Santissima Trinità, come conoscenza del Vangelo di Gesù e della dottrina che la Chiesa vi attinge, e come impegno di coerenza nel vivere la vita buona del Vangelo.
A tale scopo, Papa Benedetto ci esorta a guardare all’esempio della Madre di Gesù e dei santi di tutti i tempi. Noi vogliamo imitare la fede del Card. Dusmet che divenne operosa nella carità, una fede testimoniata dalle opere che attestano la sua straordinaria carità pastorale.
Per tutti il Beato Dusmet è un esempio: per me Vescovo, suo minimo successore, per i sacerdoti che egli volle generosi ed esemplari, per le persone consacrate ed anche per i devoti di S. Agata, ed in particolare per il Circolo Cittadino da lui fondato nel 1874.

6. La carità del Beato Dusmet è trascinante soprattutto per le persone che nel volontariato e nell’azione pastorale della nostra comunità ecclesiale privilegiano nel nostro territorio il servizio della solidarietà umana e della carità cristiana. Per questo oggi celebriamo la Giornata diocesana del Volontariato.
Saluto e ringrazio tutti voi fratelli e sorelle che generosamente operate nelle associazioni  i volontariato e nelle caritas parrocchiali, nella s. Vincenzo e nelle altre numerose attività caritative presenti in Città e nell’intera diocesi.
Un ringraziamento speciale lo riservo, anche a nome dell’intera arcidiocesi, alla nostra caritas diocesana, al suo direttore Mons. Enzo Algeri al quale presentiamo gli auguri affettuosi per il 36° anniversario di sacerdozio che ieri ha celebrato. Ringrazio pure i diaconi permamenti, le persone consacrate e tutti i laici che operano nella caritas diocesana. Li ringrazio specialmente per l’opera di formazione degli operatori della carità nelle parrocchie e nei quindici vicariati, come pure per l’impegno profuso  nel coordinamento delle numerose iniziative di carità. Sono tutte importanti ed efficaci. Non posso adesso enumerarle, ma è lodevole che esse siano recensite nell’agile e ricca pubblicazione della Caritas diocesana: “Guida ai servizi delle associazioni attive a Catania a sostegno delle povertà ed immigrazioni (ed. 2013)”.

7. Noi oggi ricordiamo l’esemplare “capo” che il Signore ha suscitato per la nostra Chiesa.  Il Card. Dusmet è stato beatificato 25 anni orsono. Noi tutti speriamo che il Signore lo glorifichi pienamente con la canonizzazione.
L’odierno XXV anniversario deve costituire un provvidenziale rilancio nella preghiera e  nell’impegno per far conoscere questo grande pastore della nostra Chiesa. Dobbiamo chiedere insistentemente al Signore il dono della canonizzazione del Beato  Dusmet. Per questo ho inserito la richiesta nella speciale preghiera per la Visita pastorale  in corso. Preghiamo affinché il Signore voglia rendere memorabile la visita pastorale anche tramite la felice coincidenza tra il suo svolgimento e la  canonizzazione del beato Dusmet. Sarebbe veramente bello!
Come sapete, per la canonizzazione è richiesto un miracolo operato dal Signore per  l’intercessione del Beato Dusmet. Lo dobbiamo, quindi, far conoscere soprattutto in  occasione di situazioni dove la scienza medica non può più intervenire. Con grande  fiducia ricorriamo allora all’intercessione del nostro beato Cardinale.
Se è nella sua volontà, il Signore ci conceda la grande gioia della canonizzazione del Beato Dusmet. Noi confidiamo pure nella sua intercessione per ottenere pienamente quanto abbiamo chiesto nell’odierna orazione colletta: “Concedi anche a noi di cercare Te sopra ogni cosa, e di amarti e servirti in ogni fratello con animo lieto e con cuore sincero”.
Questa è la gioia che possiamo sperimentare ogni giorno in questa vita, per ascoltare alla  fine della nostra esistenza le stesse parole che Gesù rivolse al suo servo fedele il  Card. Dusmet: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per  voi fin dalla fondazione del mondo … ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.
Così sia per tutti noi.

Source: SERVO DEI POVERI e consolatore degli afflitti – di S.E. Mons. Salvatore Gristina | prospettiveonline.it

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