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Caltagirone, Bagnasco commosso della calorosa accoglienza. «Noi vescovi vi vogliamo bene» – VIDEO | ilsettemezzomagazine.it

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∈  Caltagirone, Bagnasco commosso della calorosa accoglienza. «Noi vescovi vi vogliamo bene» – VIDEO | ilsettemezzomagazine.it.

Pubblicato: dom 22 nov 2015 Diocesi / Ultim’ora | Di Redazione

Caltagirone, Bagnasco commosso della calorosa accoglienza. «Noi vescovi vi vogliamo bene» – VIDEO

Sabato 21 novembre si è aperto, con una concelebrazione in Cattedrale toccante e partecipata, l’anno giubilare per il Bicentenario della diocesi di Caltagirone. Ha presieduto la celebrazione il Presidente della Cei cardinale Angelo Bagnasco. Hanno concelebrato il Vescovo di Caltagirone, mons. Calogero Peri, l’arcivescovo di Catania mons. Salvatore Gristina e il clero diocesano. Presenti le autorità civili e militari e i rappresentanti dei comuni del Calatino con i gonfaloni delle città. La diocesi venne eretta da papa Pio VII il 12 settembre 1816 con la bolla Romanus Pontifex, con cui si esaudiva la secolare richiesta di Caltagirone di essere elevata a sede vescovile, scorporando il suo territorio da quello dell’arcidiocesi di Siracusa.

«È per me motivo di gioia e di onore condividere la gioia di questa Chiesa di Caltagirone», ha esordito il cardinale durante l’omelia. Nella Chiesa, ha continuato Bagnasco, in linea con papa Francesco, i Pastori «vivono tra le case degli uomini e hanno il dono di entrarvi con umiltà e discrezione: chi più di loro conosce gli animi, le storie, gli aneliti, luci e ombre delle persone, delle famiglie, di bambini, giovani e anziani?».

«AMARE È FIDARSI» – Una Chiesa in cui ci si lascia amare da Cristo  che è verità e amore. «Oggi – ha spiegato Bagnasco – si parla volentieri di amore ma meno di verità, come se fossero in contrasto tra loro, e come se l’amore non fosse impegnativo come la verità. Ma non è così. Noi tutti – ma specialmente voi coppie di sposi, voi famiglia, genitori e figli – conosciamo quanto è grande in tutti il desiderio di amare e di essere amati. Ma anche sappiamo quanto sia difficile questo. Amare, infatti, non è prendere e possedere, ma anche uscire da sé per diventare dono in famiglia, in casa, al lavoro, nella comunità cristiana, nel presbiterio… E lasciarsi amare è sempre – poco o tanto – cedere il timone della propria esistenza, è arrendersi, rinunciare ai puntigli, progetti individuali, risentimenti… è fidarsi degli altri, soprattutto di Dio».

Dopo la comunione, Bagnasco ha reso omaggio all’icona della Madonna del Ponte, portata in cattedrale dall’omonimo Santuario in cui è venerata. La sacra icona ricorda l’apparizione avvenuta nel povero rione del Ponte il 15 agosto 1572. Narra la tradizione che la Vergine col Bambino sia apparsa nello specchio d’acqua di una fonte, appena fuori le mura della città. Secondo la stessa tradizione potevano vedere la Vergine solo coloro che erano in grazia di Dio o vi tornavano confessandosi. Un pittore ne fissò i tratti per la venerazione del popolo. L’icona, recentemente restaurata, è stata benedetta da Papa Francesco il 26 giugno 2013.

Mons. Peri ha letto il messaggio augurale del Santo Padre con la sua benedizione apostolica. Quindi ha offerto al cardinale Bagnasco la mitria con cui aveva celebrato e un prezioso presepe in ceramica, «così lei si ricorderà per sempre della diocesi di Caltagirone».

«Noi Pastori vi vogliamo bene», ha concluso Bagnasco, commosso per l’affetto dimostratogli, rivolgendosi ai numerosi fedeli che gremivano la Cattedrale.

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LA VISITA IN CITTÀ – Il Presidente dei vescovi italiani  è arrivato a Caltagirone in tarda mattinata e ha pranzato in vescovado. Un menu all’insegna della cucina siciliana. Dulcis in fundo, cassatelle alla ricotta e cannoli, che ha particolarmente apprezzato: un giudizio da esperto, dato che – come ha rivelato a tavola – suo padre faceva il pasticciere. Nel primo pomeriggio si è recato a far visita alla Basilica del Santo Patrono San Giacomo e, dopo la celebrazione, al Santuario della Madonna del Ponte, dove ha ascoltato con vivo interesse e commozione la storia dell’apparizione e bevuto l’acqua della fonte. Domenica mattina si è recato al Mausoleo in cui è sepolto don Luigi Sturzo, nella Chiesa del SS. Salvatore, dove il sacerdote e statista calatino celebrò la sua prima messa, sostandovi in preghiera, quindi alla Città dei Ragazzi, recentemente riaperta nel centro nuovo della Città.

Giacomo Belvedere

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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