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Riflettere sulla condizione dei migranti: alunni della Verga e mons. Gisana a Montelungo per “Tra cielo e terra”

03 Giu 2016

Riflettere sulla condizione dei migranti, e sul loro dramma durante la traversata per mettersi in salvo da condizioni disperate di miseria o guerra. Questo l’obiettivo del progetto “Tra cielo e terra”, che ha coinvolto più di 300 alunni dei tre plessi della scuola per l’infanzia “Giovanni Verga” di Gela, retta dal dirigente Viviana Aldisio.  Appuntamento stamani, 3 giugno, dalle  ore 10:30 presso il Parco di Montelungo con diverse attività, che saranno presenziate dal vescovo di Piazza Armerina  mons. Rosario Gisana. Le  slide dell’Unicef, “Alcune storie non sono fatte per i bambini”  hanno lo scopo di sensibilizzare la comunità sul dramma delle vite spezzate, di chi non potrà mai raccontare la traversata nel Mediterraneo, e nello stesso tempo rendere loro omaggio attraverso un recupero storico della memoria del viaggio. Seguirà un canto Gospel tratto dal Film, premio di Berlino “Fuocamare” di Gianfranco Rosi che racconta il dramma della terra da cui si scappa. Per poi introdurre l’argomento centrale, trattato dal Vescovo, Mons. Rosario Gitana, il brano del Vangelo di Luca, con le parole del Direttore dell’ASL di Lampedusa, Dott. Pietro Bartolo, tratto da una intervista rilasciata al giornale Panorama: “Dovremo imparare tutti ad essere un po’ più pescatori. Il lavoro didattico ha coinvolto i tre plessi di via Caviaga, via Salonicco, via Pandino e via Genova.  “La nostra volontà è quella di riportare alla mente un’immagine drammaticamente univoca” afferma la Dirigente Viviana Aldisio – “quella di barconi ricolmi di donne, uomini e bambini di ogni età con il volto misto di speranza e terrore, di chi parte per sfuggire alla guerra, alla fame, alla sete e ad una vita sociale ed economica che non lascia spazio a speranze o progetti”.   Nei pressi della foce del torrente Gattaneo, punto nevralgico del parco di Montelungo, dove il Mare si incontra con il Cielo, gli alunni allestiranno una flotta di barche di carta.  “Questo per ricordare i resti dei barconi approdati sulle nostre coste. Per memorizzare il viaggio che, probabilmente si è consapevoli essere rischioso per se stessi e per i propri cari, ma necessario perché rappresenta quello stato liminale da attraversare non tanto per iniziare una vita nuova, quanto, per molti iniziare a vivere”. Conclude Nunzio Cassarino, Coordinatore del Progetto. Mons. Gisana ci farà riflettere sul brano del Vangelo di Luca che richiama fortemente la Chamata ad “essere pescatori di uomini”.  Presenti alcuni minori migranti, ospitati in una delle comunità di Gela.

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