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Famiglia Cristiana n. 51 del 19/26-12-2004 | Da Monreale a Hollywood

di Delia Parrinello
foto di Mike Palazzotto

CRONACHE ITALIANE
UN PRETE SICILIANO SCRISSE LA MUSICA DEL FILM “SISTER ACT”

DA MONREALE A HOLLYWOOD

Nei titoli di coda appare “autore anonimo”, invece quelle note sono state composte da don Ignazio Sgarlata, scomparso 25 anni fa e mai dimenticato.

La colonna sonora del film americano Sister Act (titolo italiano, Una svitata in abito da suora) viene da Monreale. La musica dello scatenato coro di suore, che ballano alla presenza delle autorità religiose (Papa compreso) nella scena madre del film, è stata provata e riprovata nelle navate a mosaico del duomo normanno. È stata suonata all’organo da un sacerdote-professore-musicista-poeta, che a Monreale ancora tutti ricordano, malgrado sia morto 25 anni fa.

E dalle storiche navate la travolgente, eppure mistica, colonna sonora diSister Act è scesa giù a valle, ha galoppato verso la Conca d’oro e verso il mare, e da qui ha fatto il giro del mondo e ritorno. Prodotta dal genio musicale di don Ignazio Sgarlata, è arrivata Oltreoceano attraverso la Radiotelevisione italiana che l’ha trasmessa in un concerto. Nei primi anni ’50 il Salve Regina coelitum di Ignazio Sgarlata fu incisa con mezzi rudimentali dalla “Schola cantorum” del seminario di Monreale per la Rai di New York, su richiesta di alcuni estimatori oriundi siciliani. Ma la musica circolava anche attraverso alcune performance dello stesso don Sgarlata, che era direttore musicale del duomo di Monreale e ha diretto, fra l’altro, anche un coro di canadesi.

Don Ignazio Sgarlata è stato direttore musicale del duomo normanno di Monreale.
Don Ignazio Sgarlata è stato direttore musicale
del duomo normanno di Monreale.

Una “musichetta” per tutti

Così, come le note semplici e dirette che arrivano e girano nella testa di tutti, è diventata una «musichetta che a New York cantano ovunque», ha detto un vecchietto che due anni fa è arrivato da turista a Monreale, ha assistito a un concerto di musiche sacre e ha ascoltato il cd che gli ex allievi e gli estimatori di don Sgarlata hanno appena prodotto. E poiché a New York quella musica la cantavano tutti («viene eseguita in tutte le chiese soprattutto nel mese di maggio», ha detto il turista), ma nessuno sapeva chi era l’autore, ecco che il regista di Sister Act, Emile Ardolino, l’ha inserita nel film senza paternità, “autore anonimo”. E invece è l’inno Salve Regina coelitum, il cui manoscritto autentico è conservato a Monreale.

Ora si fanno avanti tre ex alunni di don Ignazio, tutti e tre professori e sacerdoti nelle chiese palermitane. Sono don Gaspare Mandalà, parroco di Giacalone e docente di Filosofia morale all’Istituto di Scienze religiose di Monreale, che è intitolato a don Ignazio Sgarlata, don Innocenzo Bellante, parroco di Villaciambra e docente nello stesso Istituto, e don Sebastiano Gaglio, parroco di Santa Teresa del Bambino Gesù a Monreale e direttore diocesano di musica sacra. «A noi e alla famiglia di don Ignazio, alla nipote Giuseppina», dicono i tre confratelli, «non interessa stabilire la verità per chiedere risarcimenti, diritti d’autore o altro. A noi interessa far conoscere attraverso Famiglia Cristiana la figura di questo eccezionale sacerdote siciliano, fine poeta, indimenticato docente di Lettere e straordinario compositore, in occasione dei venticinque anni dalla sua morte, avvenuta a Monreale il 17 marzo del 1980».

Chi era don Ignazio? «Un riferimento per noi suoi alunni, e per Monreale resta ancora oggi la luce di tutti». «Vero uomo e vero sacerdote, visse povero ma regalò tanto, giocò con noi fino a sessant’anni, al calcio, a ping-pong.
Era originale ma concreto».

Ricordando il maestro

«Era mio docente di Psicologia metafisica», dice don Bellante, «e quando seppe che mi ero iscritto a Psicologia mi regalò tutti i suoi libri».
E don Gaglio: «Fu lui a incoraggiarmi con la musica. Uno che pensava, ciò che diceva e soprattutto diceva ciò che pensava, alienandosi in tal modo le simpatie di coloro che contavano».

«Insegnava musica, ma un giorno l’ho visto girare con un testo di filosofia della chimica, imprevedibile», ricorda don Bellante; «da lui ho avuto un onore per la mia chiesa: poco prima di morire ha musicato un inno per Santa Teresa del Bambino Gesù».

Fra l’altro, l’autore del Leitmotiv di Sister Act è stato anche uno dei primi autori di messe in italiano, ai tempi del passaggio dal latino. «Temeva il rischio di perdere una tradizione millenaria di alto livello quale il canto gregoriano, e la sua ultima produzione, alla quale si accinse dopo una lunga riflessione sulla riforma liturgica, fu un tentativo di risposta a tale problema: compose due messe in lingua italiana per organo e coro all’unisono che ebbero una diffusione anche in campo nazionale», prosegue don Bellante.

Da trent’anni in su, a Monreale quasi tutti ricordano don Sgarlata. I suoi ex alunni sono un club di propaganda, «malgrado se ne sia andato già da un quarto di secolo. Il fatto è che è stato un grande formatore di coscienze.
Ma a fronte del suo dinamismo, non resta oggi molto della sua produzione artistica: possediamo parecchi testi musicali, mottetti, inni, liriche, Messe, abbiamo una Sonata monrealese per organo, ma non si trova più lo spartito del Magnificat che è forse la sua composizione più importante», aggiunge don Bellante.

Il mancato diploma

Spesso don Sgarlata si prendeva in giro per il suo mancato diploma al Conservatorio, «raccontava che da studente di teologia i superiori gli avevano promesso di mandarlo a Napoli al Conservatorio, ma la promessa non ebbe seguito e rimase per sempre un autodidatta». Quando il suo Magnificat fu suonato nel duomo di Monreale dall’orchestra del Teatro Massimo di Palermo, lui ci scherzò sopra: «Chissà cosa direbbero questi professori se sapessero che io ho studiato a casa mia!». E quattro risate si sarebbe fatto dodici anni dopo la sua morte, nel ’92, a sentir cantare in Sister Act la sua musica di “autore anonimo”.

Delia Parrinello

Sorgente: Famiglia Cristiana n. 51 del 19/26-12-2004 – Da Monreale a Hollywood

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