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A Ragusa, Vittoria e ora anche Comiso. I centri ascolto, l’otto per mille della solidarietà | Insieme Ragusa

20 GIUGNO 2010, p. 8.508 (chiesa e società)

fgtA Ragusa, Vittoria e ora anche Comiso

I centri ascolto, l’otto per mille della solidarietà

Aprire le porte ed entrare nel cuore di una città che pensavamo di conoscere, ma che ogni giorno si presenta a noi differente, negli occhi e nelle storie dei cittadini che si incontrano.

Le porte sono quelle dei Centri di Ascolto di Ragusa e di Vittoria, opere segno della Chiesa italiana che operano direttamente sui territori diocesani per ascoltare, capire, organizzare progetti da presentare alla Comunità, offrendo ad essa, che è il soggetto primo della Carità, chiari percorsi operativi. Due centri che si fondano sulle risorse provenienti dall’Otto per Mille destinato alla Chiesa cattolica e sull’opera dei volontari. Sono state circa 600 le persone che nel corso del 2009 si sono rivolte ai centri di ascolto, per la maggior parte donne e di nazionalità italiana. Considerando il numero dei componenti del nucleo familiare sono circa 1.700 le persone interessate dagli aiuti dei centri di ascolto. Solo il 10 per cento di questi contatti ha un lavoro stabile, mentre molti sono i casi di famiglie impoverite dalla crisi locale perdurante, i casi di madri nubili e di donne con gravi problemi relazionali all’interno del nucleo familiare. La punta dell’iceberg dei bisogni espressi da queste persone è rappresentato dall’indigenza economica, legata a reddito insufficiente, disoccupazione, problemi abitativi, ma gli ascolti spesso rivelano situazioni multo problematiche, come quelle di molte donne straniere protette da uomini locali o i casi di indebitamento, di dipendenza da gioco e di usura.

Un dato che emerge nella quasi totalità dei casi è il livello d’istruzione basso, che esclude intere fasce di popolazione dalla possibilità di riqualificazione professionale e ritorno a una vita «normale».

Gli operatori dei centri di ascolto, che operano tutti come volontari, sono intervenuti rispondendo direttamente a i casi di maggiore urgenza, proponendo colloqui personalizzati alle persone in difficoltà, orientando ai servizi del territorio e coinvolgendo le parrocchie. È la rete, infatti, il punto di forza di questo servizio, una rete che si estende anche alla presenza di centri di ascolto parrocchiali legati ad alcune realtà di Ragusa, Santa Croce e Vittoria.

Per sostenere i volontari in questo compito, la Caritas propone un accompagnamento costante alla scoperta dell’ascolto attivo come chiave di conoscenza di sé, dell’altro, e del Signore che in queste relazioni si rivela. A partire da giugno di quest’anno, infine, la rete diocesana si arricchirà di un nuovo punto d’ascolto. Si trova, infatti, nella fase conclusiva il percorso di formazione che ha riguardato circa 40 aspiranti volontari che le parrocchie di Comiso hanno indicato alla Caritas diocesana.

La formazione, dopo una lezione introduttiva sulle funzioni e i compiti del centro ascolto, ha riguardato essenzialmente le principali abilità dell’ascolto. Formatori esperti si sono alternati per spiegare lo stile relazionale, i sentimenti in gioco nella relazione di aiuto, la sfida del lavoro in rete con le realtà pubbliche e private presenti sul territorio e la necessità di un’equipe affiatata e solidale.

Il nascente centro ascolto cittadino di Comiso entrerà a far parte del progetto rete di Caritas Italiana a cui aderiscono dal 2003 tutti i servizi analoghi della diocesi. Questo progetto ha l’obiettivo di promuovere collegamenti stabili tra le attività di ascolto, osservazione e discernimento per l’azione e l’animazione promosse dalle Caritas diocesane. Il centro ascolto cittadino avrà sede in via Senatore Caruso e verrà inaugurato il 22 giugno alle ore 19. Molto soddisfatto il direttore della Caritas diocesana Domenico Leggio che ha dichiarato: «Abbiamo registrato un ottimo segnale dalla realtà comisana. Basti pensare che praticamente tutte le persone che hanno iniziato il corso, lo hanno portato a termine. Questo è segno di una buona volontà che deve essere integrata con la formazione permanente e la supervisione di operatori esperti. Se avverrà questo il centro ascolto di Comiso diverrà da subito un punto di riferimento per le persone che vivono qualche fragilità, ma anche per tutta la comunità ecclesiale. La raccolta dei dati che proverranno da Comiso, infine, ci permetterà di progettare interventi aderenti ai bisogni presenti sul territorio».

Jenny Campagnolo e Vincenzo La Monica

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