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PARROCCHIA SAN GREGORIO – AGRIGENTO | Omelia del vescovo per la Dedicazione

Card. Francesco Montenegro

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Ingresso nella nuova Chiesa

E’ GIUNTA L’ORA
É giunta l’ora! Dopo anni di “precariato” la comunità della Parrocchia San Gregorio si è trasferita nella sede del nuovo complesso parrocchiale.
É stato un cammino lungo quello che hanno fatto i membri della parrocchia prima di arrivare a questa tappa.
La parrocchia è stata eretta il 25 gennaio 1963 in zona Porta Aurea e il suo primo parroco fu don Butera. A seguito della frana e dei vincoli ambientali sul territorio in data 29 giugno 1975 il vescovo mons. Giuseppe Petralia, attua il trasferimento del titolo parrocchiale nella zona sud in località Zingarello, dove già era iniziata una espansione edilizia. Le residenze però erano solo di villeggiatura mentre le famiglie stabili, non tante allora, risiedevano sull’asse della Via Cavaleri Magazzeni.
Con l’arrivo del nuovo parroco don Alfonso Tortorici, si comincia a celebrare la Messa festiva in casa Natalello, in località Quarantotto, dal 6 aprile 1975 fino all’aprile del 1979.
Con il successore don Angelo Fraccica la sede parrocchiale inizia ad acquisire una sua stabilità con il trasferimento in alcuni magazzini presi in affitto nel palazzo Vaianella fino al 1988, quando il nuovo parroco don Stefanno Pirrera con la commissione parrocchiale decide di trasferire la sede in Via Cavaleri Magazzeni 97 dove la sede parrocchiale diventerà stabile per 24 anni.
I parroci saltuari nominati dopo don Stefano Pirrera portarono avanti la pastorale ordinaria cercando, senza successo, di attivare i percorsi per l’individuazione dell’area per la costruzione della sede parrocchiale.
Solo con l’arrivo di don Giuseppe Pontillo dal 2000 inizia una vera e propria riflessione e impegno della comunità per risolvere il problema della sede parrocchiale che già era in locali provvisori da 37 anni (di cui 25 a Cannatello).
Un iter lungo, farraginoso, burocraticamente complesso quello che ha portato all’individuazione del terreno che è stato donato ed alla concessione edilizia. I fondi per la costruzione del Complesso parrocchiale sono stati messi a disposizione dalla C.E.I. con le somme dell’otto per mille per il 70%, dalla Diocesi per il 10% e dalla Parrocchia per il 20%.
Nel giugno 2007 sono iniziati i lavori, che ancora proseguono per il completamento, ma dopo 49 anni dall’istituzione, 37 anni dal trasferimento del titolo parrocchiale a Cannatello, 24 anni nelle sede al civico 97, 12 anni dall’arrivo di don Giuseppe Pontillo la Parrocchia San Gregorio di Agrigento entra nella sua sede definitiva. In tutti questi anni i fedeli tassandosi hanno pagato fino a 18.000 euro di affitto l’anno.
“La fede non conosce i limiti dell’uomo – dice don Giuseppe – e dopo tutti gli anni della provvisorietà e i mie 12 anni di parrocato in un magazzino è una grazia pasquale quella di potere entrare nella nuova Chiesa. Sono stati anni difficili per la mancanza di locali, per quattro mesi all’anno celebravamo in mezzo alla strada, all’aperto, ma sono stati anni esodali, anni di crescita e maturazione per la comunità e per me. Nonostante i limiti strutturali quella di San Gregorio è stata sempre una comunità, viva, attiva, fervente. Con la grazia del Signore non ci è mai mancato mai nulla, solo una residenza stabile che ora c’è. E questa domenica delle Palme insieme a don Ignazio e alla comunità in festa abbiamo vissuto l’ingresso nella nuova Chiesa. Abbiamo chiuso la sede “provvisoria” per trasferirci nella nostra casa. Non un arrivo, ma una tappa, nuovo punto di partenza per una missione più incisiva nel territorio”.

Omelia del vescovo per la Dedicazione

FINALMENTE E’ ARRIVATO IL MOMENTO

Finalmente! È l’esclamazione gioiosa che in molti stasera stiamo pronunciando. Finalmente è arrivato il momento della consacrazione e dell’inaugurazione della nuova Chiesa di S. Gregorio. Finalmente! lo ripete don Giuseppe che assieme a don Ignazio, come dei caterpillar o dei bulldozer, sono andati avanti sino a metterci tutti insieme qui stasera.

Finalmente! Lo dice la comunità dei credenti di questo rione, che, insieme ai loro sacerdoti, con grande coraggio e impegno hanno creduto, voluto e contribuito che il sogno, partito da lontano e che è costato e costa non pochi sacrifici, ora è diventato realtà.
Finalmente! lo dice chi con alta professionalità e con intelligenza ha progettato e faticato, assistito dai suoi collaboratori, perché stasera si possa ammirare e abitare questa casa.

Finalmente! Lo afferma chi ha espresso con abilità le sue doti artistiche rendendo bello questo luogo santo.
Finalmente! Lo dicono i membri dell’ufficio beni culturali e tecnico della curia Diocesano che con intelligenza hanno coadiuvato il loro direttore.

Finalmente! Lo possono dire quanti, in varia maniera, amministratori cittadini e regionali, responsabili della Sovrintendenza, a cominciare dal dirigente, quadri del Genio Civile, hanno contribuito all’ideazione e alla realizzazione di questa chiesa. Chiesa che, oltre ad essere un moderno edificio di culto, rispettoso e ben inserito nell’ambiente, è elemento di notevole qualificazione per questo territorio e per la città tutta.
Finalmente! Lo dicono l’impresa e le maestranze dei lavoratori che hanno messo a disposizione della comunità la loro fatica e le loro capacità e ora, con orgoglio, ammirano e fanno ammirare il frutto del loro prezioso lavoro.

Finalmente! Lo dico anch’io, che vedo la diocesi arricchirsi di un’opera d’arte e che posso consegnare alla comunità dei credenti di Cannatello il luogo in cui riunirsi e costruirsi sempre più famiglia e in cui lodare, ascoltare e pregare il Dio che abita i cieli e la terra.

A tutti va il mio grazie più sentito e sincero. Penso in questo momento anche al mio predecessore, Mons. Ferraro, che ha dato il via all’opera. Riconosco che è poca cosa dire un semplice grazie per una tale opera, ma la pochezza del grazie la trasformo in preghiera che chiede al Signore di ricompensare, alla Sua maniera – con abbondanza e magnanimità – quanti si sono adoperati perché si realizzasse questa Sua casa. Non ho fatto nomi per evitare di dimenticarne qualcuno. A tutti, membri di questa comunità, gentili autorità, sacerdoti, diaconi, ministri e presenti rivolgo il mio saluto e la mia gratitudine per la vostra presenza in un momento importante come questo. Sì, è momento solenne questo che stiamo vivendo, ma è anche, anzi soprattutto, momento di meraviglia. Meraviglia perché in questa nuova chiesa, dedicata a Gregorio, santo Agrigentino, da stasera è presente Colui che ha per casa l’intero universo, anzi che neppure l’universo può contenere. Possiamo dire, e qui sta lo stupore, che Dio, l’onnipotente e l’infinito, abita in mezzo a noi, ha la sua casa in mezzo alle nostre abitazioni. Egli insomma si fa nostro vicino di casa.

Questa chiesa, come ogni chiesa, è lo spazio – non solo materiale – in cui è presente e operante la santità di Dio, anzi qui è Dio stesso che elargisce a noi la sua santità.

Questa chiesa – altro motivo di meraviglia – ci ricorda che sulla terra noi siamo pellegrini e questo spazio è il luogo che il Signore ci offre per sostare, riposare, riprendere fiato e ristorarsi. Questa Chiesa ci invita a non dimenticare che il nostro cammino terreno è diretto verso la Gerusalemme celeste, e che durante questo pellegrinaggio l’edificio sacro è il luogo in cui è possibile anticipare e già gustare l’incontro e la comunione tra Dio e noi. Questa chiesa, come ogni chiesa, ci ricorda che ognuno di noi è casa di Dio, la dimora da Lui preferita.

Questo edificio, però, non può diventare un rifugio sicuro in cui rinchiudersi. Anzi. Alla nostra tentazione di vivere una fede intimistica, privata, ad occhi chiusi, questa chiesa con le sue vetrate che fanno vedere al di fuori, ricorda che qui ci è possibile ripetere l’esperienza dei due di Emmaus.

Entrare qui è incontrare il Risorto. Questo non ci permette di rinchiuderci in noi stessi, o di essere sfiduciati (noi speravamo), o nostalgici di un passato che non c’è più. Entriamo in chiesa perché sappiamo di appartenere alla stirpe di chi crede che la gioia e la speranza sono ancora possibili.

Entrare qui è ricordare che il Risorto, grazie a noi e attraverso noi, vuole essere presente in questo mondo e che noi, attraverso le celebrazioni liturgiche, diventiamo scintille di un fuoco vivo, che sprigionandosi portano luce e calore nel mondo.

Questa chiesa, fatta di pietre, saldate tra loro, chiede che così deve essere la comunione tra noi, tale da creare un modo nuovo di convivenza.
Qui è possibile ritrovare fiducia nella vita, qui ognuno sente di essere un dono per gli altri. Qui ognuno impara a ri­scoprire in sé e negli altri i lineamenti del Volto di Dio. L’amicizia qui diventa fraternità, l’operare insieme diventa capacità di riconciliazione e di collaborazione per realizzare il comune progetto di liberazione.
Mentre l’ammiriamo, lasciamoci interrogare da questa Chiesa sulla “qualità” del nostro essere “pietre vive ed elette”. Volerla fare diventare luogo di vita è avere la consapevolezza che bisogna dire di no ad una vita comunitaria piuttosto abitudinaria e senza entusiasmo, per evitare di essere pietre friabili e inerti, quindi di poca utilità.

Immaginate cosa sarebbe questo luogo se ogni pietra, piccola o grande, fosse rimasta sparsa sul terreno. Non ci sarebbe. La bellezza di questo luogo non sta nelle singole pietre bensì nella loro composizione. Così è per noi. Siamo pietre rac­colte con amore dal Signore, unite le une alle altre, con ordine, tenute insieme dall’unico cemento che è l’amore del Signore.

Un’altra cosa. Non dimentichiamo, entrando, di puntare lo sguardo sull’altare. Esso è il centro di questa casa. È il cuore. E’ insieme pietra sacrificale e mensa. Su quest’altare, punto di unione fra terra e  cielo, quotidianamente si celebrerà l’alleanza fra Dio e gli uomini. Su quest’altare si celebrerà la vita che non muore, e la vita di ciascuno di noi s’immergerà nell’ eternità. Presso l’altare, che è come un trono, noi incontriamo Colui che opera la nostra salvezza. Presso l’altare, nello stesso tempo, troviamo la Sua risposta: qui incontriamo il Dio-con-noi e non il giudice terribile, il Dio sollecito, che ha liberato Israele, che in Gesù ha avuto compassione delle folle, il Dio amico, fratello, sorgente viva della nostra fiducia, della nostra forza, della nostra pace.
Mi piace chiudere con le parole di S. Cesario: “carissimi, se vogliamo celebrare degnamente l’apertura di questo tempio, non dobbiamo distruggere con le nostre opere ingiuste il tempio che siamo noi. Vuoi una Chiesa tutta splendente? Non imbruttire la dignità della tua per­sona con il peccato. Desideri una Chiesa luminosa? Non dimenticare mai che Dio vuole che anche la tua persona non sia mai nelle tenebre dell’errore e dell’ignoranza, ma sia luce in Cristo. Come tu entri in questa Chiesa, così Dio vuole entrare nella tua vita“.

Guardiamo a Maria, oggi ricordata come madre del Carmelo, donna in cammino e donna della speranza, Preghiamola e imitiamola.

Sorgente: PARROCCHIA SAN GREGORIO – AGRIGENTO – Omelia del vescovo per la Dedicazione


Vetrate esterne - Chiesa San Gregorio - Agrigento

[Scheda]
“LOCATION

ITALIA – AGRIGENTO

PROJECT YEAR

2012

STRUTTURE

FRANCESCO DI MAIO (PROGETTO)
MAURIZIO PAPIA (CONSULENTE)
CLAUDIO GALLO (COLLAUDO)

FOTO

ALESSIA RICCOBONO

RENDER

ALESSIO PALLOZZI LAVORANTE, LUIGI PINTACUDA

MODELLO

GIUSEPPE DOMINICI

IMPIANTI

ENZO LA SCALIA (TERMICO, IDRO-SANITARIO, ANTINCENDIO)
SALVATORE INTERBARTOLO (ELETTRICO, ILLUMINAZIONE, SPECIALI)

SICUREZZA

MARCO CURMONA

CONSULENTI

ENZO VENEZIA (OPERE ARTISTICHE)

CLIENTE

CURIA ARCIVESCOVILE DI AGRIGENTO

APPALTATORE GENERALE
DIREZIONE LAVORI

GIUSEPPE PELLITTERI (DIREZIONE LAVORI E ARTISTICA), DARIO RICCOBONO (DIREZIONE OPERATIVA)

INFO
  • CLIENTE CURIA ARCIVESCOVILE DI AGRIGENTO
  • PUBBLICAZIONI RICCOBONO, A, “NUOVI SPAZI SACRI NELLA CONTEMPORANEITÀ”, IN AGATHÒN, 2011/2, OFFSET STUDIO, PALERMO 2012
DATE
  • AFFIDAMENTO DI INCARICO GENNAIO 2005
  • INAUGURAZIONE GIUGNO 2012
DIMENSIONI
  • SUPERFICIE DEL LOTTO 5.100 MQ
  • SUPERFICIE LORDA EDIFICATA 3.300 MQ
  • CUBATURA 16.600 MC
  • COSTO DI COSTRUZIONE 3.284.000 €

Fonte: Giuseppe Pellitteri, Dario Riccobono · Complesso Parrocchiale di San Gregorio · Architettura italiana

Fonte: “NUOVI SPAZI SACRI NELLA CONTEMPORANEITÀ”, IN AGATHÒN, 2011/2, pp. 49-57.


[8xmille:

Costruzione complesso parrocchiale.
Totale erogazione 8xmille: € 2.682.000 – Ambito: Edilizia di culto
E’ GIUNTA L’ORA
[…]
Un iter lungo, farraginoso, burocraticamente complesso quello che ha portato all’individuazione del terreno che è stato donato ed alla concessione edilizia. I fondi per la costruzione del Complesso parrocchiale sono stati messi a disposizione dalla C.E.I. con le somme dell’otto per mille per il 70%, dalla Diocesi per il 10% e dalla Parrocchia per il 20%.”

a) 8xmille: 70% | Diocesi 10% | Parrocchia 20% > 3.284.000

8xmille 2. 298. 800
Diocesi 328. 400
Parrocchia 656. 800

b) 8xmille: 70% | Diocesi 10% | Parrocchia 20% > 3.627.000 

8xmille 2. 538. 900
Diocesi 362. 700
Parrocchia 725. 400

La Chiesa di San Gregorio nel Tempio della Concordia – Agrigento

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