“La satira, per quel che sappiamo, deve essere divertente e costruttiva. Non riesco a capire chi si sia divertito o l’abbia trovata tale. Una vignetta che non raggiunge né l’uno né l’altro obiettivo. Un’immagine totalmente gratuita data la drammaticità della situazione. Ripeto: né divertente né costruttiva”. È il lapidario commento al Sir di monsignor Domenico Pompili, vescovo di Rieti, alla vignetta pubblicata nell’ultima pagina del numero del 31 agosto di Charlie Hebdo. La vignetta dal titolo “Terremoto all’italiana” mostra due persone insanguinate e altre sepolte a strati, come se fossero il ripieno della pasta, con la dicitura: “Penne al sugo di pomodoro, penne gratinate, lasagne”. Nella stessa pagina sono presenti una serie di battute: “Circa 300 morti in un terremoto in Italia. Ancora non si sa se il sisma abbia gridato ‘Allah akbar’ prima di tremare”. Indignato il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi: “Ma come si fa a fare una vignetta sui morti! Sono sicuro che questa satira sgradevole e imbarazzante non risponde al vero sentimento dei francesi. Ben venga l’ironia, ma sulle disgrazie e sui morti non si fa satira e sapremo mostrare come il popolo italiano sia un grande popolo, lo è stato nell’emergenza e lo sarà nella ricostruzione”.