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‘SCOMUNICHIAMO I BOSS’ TUONA L’ ARCIVESCOVO | la Repubblica.it

Sei in: Archivio  la Repubblica.it  1994  11  20

‘SCOMUNICHIAMO I BOSS’ TUONA L’ ARCIVESCOVO

CEFALU’ – Davanti a centinaia di fedeli il vescovo di Cefalù, monsignor Rosario Mazzola tuona senza mezzi termini contro i boss di Cosa Nostra. “Verso i mafiosi occorre essere decisi, vanno scomunicati e per loro niente sacramenti e niente funerali in chiesa”. Il vescovo di Cefalù, da anni impegnato nella lotta contro mafia, massoneria e politici corrotti, tuona anche contro chi parla di federalismo, perché, afferma l’ alto prelato “consegnerebbe la Sicilia alla mafia”. L’ occasione per ribadire questi concetti è stata la veglia di solidarietà organizzata per il cappellano del carcere di Termini Imerese don Gino Sacchetti, che nelle settimane scorse è stato raggiunto da un macabro messaggio mafioso, un agnello sgozzato fatto ritrovare davanti alla sua abitazione. E per sensibilizzare i fedeli monsignor Mazzola ha chiamato a raccolta i fedeli della diocesi di Cefalù che dopo aver sfilato per le vie delle cittadina normanna si sono radunati nella villa comunale del paese. Per monsignor Mazzola “chi si macchia di crimini mafiosi è scomunicato e nel momento in cui uccide, decide di non fare parte della comunità cristiana”. La folla ascolta ed applaude, il vescovo continua la sua arringa contro la mafia: “Verso i mafiosi che per nulla pentiti continuano nelle loro opere occorre essere decisi perché da quanto raccontano i collaboratori di giustizia – ha aggiunto il vescovo – i mafiosi sono legati ad una falsa religiosità e la Chiesa deve stare attenta a vigilare sul gregge loro affidato perché questa falsa religiosità non diventi pretesto per giustificare azioni inique e assassine”. Poi un invito ai fedeli a “stare attenti” perché “nei comitati organizzatori di feste religiose non entrino a farvi parte persone di dubbia moralità dalle cui azioni si comprende essere uomini della violenza”. Ricordando i sacerdoti vittime della mafia e quelli oggetto di atti intimidatori, il vescovo di Cefalù ha sostenuto che le minacce “rientrano in una precisa strategia, colpire coloro che quotidianamente si battono per creare la cultura dell’ amore; colpendo e intimorendo queste persone – afferma monsignor Mazzola – si chiede alla Chiesa di restarsene chiusa nel tempio e nelle sacrestie, senza preoccuparsi delle sorti dell’ uomo. Non è lecito delegare solo alcuni nella lotta contro i poteri violenti, per questo l’ intera comunità cristiana deve diventare protagonista nella lotta alla violenza, al potere mafioso”. Poi un duro attacco a chi tenta di “staccare” la Sicilia dal resto d’ Italia e a chi parla di federalismo. “Non vogliamo che lo Stato abbassi la guardia contro la mafia ed anzi certe idee di federalismo egoiste sembrano che facciano proprio il gioco di Cosa Nostra che in questa terra vuole restare sola senza essere disturbata da uno Stato che chiede ai cittadini di vivere democraticamente; certe idee egoiste di federalismo – conclude il vescovo di Cefalù – mirano semplicemente a liberarsi della Sicilia consegnandola alla mafia. E ciò non dovrà accadere”.

di FRANCESCO VIVIANO

 

Sorgente: ‘SCOMUNICHIAMO I BOSS’ TUONA L’ ARCIVESCOVO – la Repubblica.it

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