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Nostra intervista / Il vescovo Raspanti a 5 anni dall’insediamento: “Diocesi compatta con voglia di mettersi in movimento” | La Voce dell’Jonio

Mons. A. Raspanti

27 ottobre 2016


vescovo-raspanti-2“Una diocesi compatta e con la voglia di mettersi in movimento”. Così il vescovo mons. Antonino Raspanti prova a riassumere questi primi cinque anni di cammino episcopale. Un tempo ricco di trasformazioni che hanno mirato a mettere ordine nella struttura della diocesi. È lo stesso vescovo che ne parla nel corso di questa intervista che ha rilasciato per il nostro giornale in occasione del quinto anniversario dalla sua ordinazione episcopale. Parlando del clero e dei laici ha detto che “nessuno è inamovibile” e che “è cresciuta la consapevolezza che si è parte di un corpo più grande che è la diocesi”. Ha poi ribadito la necessità dell’”annuncio”  presentando i punti delle indicazioni pastorali per l’anno avvenire e di una “formazione costante” per gli operatori delle feste patronali: “Essi – ha affermato mons. Raspanti, sostenendo la necessità di dare loro contenuti e non solo norme – non sono operai ma parte attiva della pastorale”.

Tentiamo di fare un bilancio di questi cinque anni. Quali sono stati i fronti che hanno richiesto un impegno particolare?

“In questi anni ho raccolto le istanze del clero e in parte anche dei laici. Mi è stato chiesto di mettere un po’ d’ordine in alcuni ambiti come la preparazione ai sacramenti, la celebrazione delle feste patronali, la catechesi, dove eccessive differenze e individualismi avevano creato frizioni inutili. Un’altra preoccupazione è stata la condizione di stato degli edifici di culto. Da qui l’urgenza di trovare …

[…]

Uno dei punti delle linee pastorali sono le feste patronali. Quali passi si stanno muovendo?

“Ho già dato indicazioni sia all’ufficio catechistico diocesano e al delegato vescovile per le confraternite e comitati perché si studi, esplicitamente e a breve, il modo come garantire una formazione a tutti gli operatori delle feste patronali. È importante che passi l’idea che la loro mansione non sia soltanto di tipo economico e organizzativo. Se noi ci muoviamo solo sul piano di alcune norme da imporre io credo che questo rimane sempre un aspetto esterno e continueremo a considerare gli operatori come degli operai e mai come operatori attivi della pastorale. Essi devono capire meglio il Cristo e acquisire consapevolezza dell’essere parte della Chiesa in maniera tale da apporre essi stessi le correzioni necessarie e limitare gli eccessi. Altrimenti sarà sempre un gioco tra due parti contrapposte: tra chi detta le leggi e vuole farle osservare, in maniera spesso perdente, e chi si sente solo una parte che deve pagare una tassa, rimanendo in ultimo estranei alla vita pastorale della Chiesa”

Domenico Strano

Sorgente: Nostra intervista / Il vescovo Raspanti a 5 anni dall’insediamento: “Diocesi compatta con voglia di mettersi in movimento” | La Voce dell’Jonio

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