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Precisazioni sul protocollo d’intesa tra la Diocesi di Ragusa e il Comune di Ragusa | Diocesi di Ragusa

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Scritto da Comunicazioni Sociali il 27/03/2017

L’Ufficio per i Beni Culturali della Diocesi di Ragusa, in riferimento a quanto apparso in questi giorni sugli organi di stampa, relativamente al protocollo d’intesa tra la Diocesi di Ragusa ed il Comune di Ragusa, per l’apertura straordinaria, ai fini turistici, di alcune chiese della Città, ritiene opportuno precisare quanto segue:

1) Le chiese principali e più rilevanti dal punto di vista storico-artistico (San Giovanni Battista, San Giorgio, Anime Sante del Purgatorio, San Giuseppe, Sant’Agata ai Cappuccini) sono aperte tutti i giorni per un congruo tempo, anche al di fuori degli orari di culto;

2) Il detto protocollo, stipulato negli ultimi anni, riguarda l’apertura straordinaria delle predette chiese con l’ampliamento degli orari di apertura delle stesse, per facilitarne la fruizione turistica, nonché l’apertura continuata di alcune chiese minori, la cui fruizione è normalmente limitata solo agli orari di culto;

3) Tale protocollo d’intesa per l’anno 2017 non è ancora stato firmato dalla Diocesi e dal Comune. Quanto è apparso sugli organi di stampa si riferisce soltanto all’approvazione della delibera di spesa da parte della Giunta Comunale;

4) Negli anni passati tale protocollo d’intesa ha permesso l’inserimento lavorativo di 18 disoccupati della nostra Città, la maggior parte dei quali giovani, che per alcuni mesi hanno svolto il servizio di custodia e accoglienza turistica, molto apprezzato dai numerosi turisti in visita alla nostra Città;

5) La Diocesi di Ragusa si è mostrata sempre disponibile a favorire la fruizione turistica dei propri beni storico-artistici per la crescita economica della Città. Tuttavia, l’impegno per lo sviluppo turistico del territorio comunale è compito precipuo dell’Amministrazione cittadina, che assicura le giuste risorse economiche per le persone assunte con lo scopo di custodire i luoghi di culto ed assicurare accoglienza ai turisti, che, numerosi, visitano i monumenti della nostra Città.

Sac. Giuseppe Antoci

Direttore dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Ragusa

Sorgente: Precisazioni sul protocollo d’intesa tra la Diocesi di Ragusa e il Comune di Ragusa | Diocesi di Ragusa


RAGUSA – INTESA TRA COMUNE E DIOCESI SULLA FRUIZIONE DEI BENI ECCLESIASTICI | ecodegliblei.it

Fruizione turistica dei beni ecclesiastici

Sottoscritto protocollo d´intesa tra il Comune e la Diocesi di Ragusa

Il sindaco Federico Piccitto e Padre Giuseppe Antoci, incaricato diocesano per il Beni Culturali della Diocesi di Ragusa, hanno sottoscritto ieri al Comune il protocollo d´intesa per la fruizione turistica dei beni ecclesiastici della città.
L´accordo prevede che dal 3 aprile al 7 gennaio 2018 la Diocesi dovrà assicurare l´apertura e la fruizione turistica in orari predeterminati del Collegio di Maria (Badia), Santa Maria delle Scale, Maria SS. dell´Itria, San Filippo Neri, San Giuseppe ( Benedettine), San Giacomo, SS. Annunziata, San Francesco all´Immacolata, Santa Maria dello Spasimo.
La Diocesi inoltre si impegna ad assicurare in ognuna delle chiese incluse nel protocollo la presenza di personale qualificato con sufficiente conoscenza della storia locale e preferibilmente della lingua inglese. A disposizione dei visitatori inoltre dovranno essere messi a disposizione guide in formato tradizionale o digitale con descrizione delle chiese in più lingue e con un itinerario da Ragusa superiore a Ragusa Ibla al fine di individuare facilmente le chiese ed agevolarne la visita.
A fronte dei sopracitati impegni della Diocesi il Comune corrisponderà alla stessa la somma forfettaria di € 45,000,00 per far fronte ai costi di gestione per garantire la fruizione delle chiese per tutto il periodo previsto in convenzione.
All´elenco delle chiese sopracitate che saranno aperte per la fruizione turistica si aggiungono anche la Cattedrale San Giovanni Battista, il Duomo di San Giorgio, Ecce Homo, S. Agata (all´interno dei Giardini Iblei) e Anime Sante del Purgatorio, con le cui parrocchie sono stati siglati appositi protocolli legati a finanziamenti per interventi di restauro conservativo.

Ragusa 4/04/2017
Il Capo Ufficio Stampa
Dott. Giuseppe Blundo

Sorgente: RAGUSA – INTESA TRA COMUNE E DIOCESI SULLA FRUIZIONE DEI BENI ECCLESIASTICI


RAGUSA – Padre Antoci chiarisce su protocollo chiesa comune | Corriere di Ragusa.it

RAGUSA – 28/03/2017

ATTUALITÀ – I 45 MILA EURO PER CONSENTIRE AI TURISTI DI VISITARE I LUOGHI DI CULTO

Padre Antoci chiarisce su protocollo chiesa comune

“L’IMPEGNO PER LO SVILUPPO TURISTICO DEL TERRITORIO COMUNALE È COMPITO PRECIPUO DELL’AMMINISTRAZIONE CITTADINA”
Antonio Di Raimondo

Pur non entrando nel merito delle frasi postate dal consigliere penta stellato Dario Gulino sul suo profilo Facebook, che tanto ha fatto indignare il Pd, anche la chiesa prende posizione. Lo fa con una nota ufficiale della diocesi di Ragusa firmata dal sacerdote Giuseppe Antoci (foto), a tutti noto come padre Peppino Antoci, direttore dell’ufficio beni culturali diocesano. La chiesa ha ritenuto di dover fare chiarezza in relazione al protocollo d´intesa tra la diocesi ed il comune di Ragusa, per l´apertura straordinaria, ai fini turistici, di alcune chiese della città. «Le chiese principali e più rilevanti dal punto di vista storico artistico (San Giovanni Battista, San Giorgio, Anime Sante del Purgatorio, San Giuseppe, Sant’Agata ai Cappuccini) sono aperte tutti i giorni per un congruo tempo, anche al di fuori degli orari di culto. Il protocollo, stipulato negli ultimi anni – si continua a leggere nella nota – riguarda l´apertura straordinaria delle predette chiese con l’ampliamento degli orari di apertura delle stesse, per facilitarne la fruizione turistica, nonché l’apertura continuata di alcune chiese minori, la cui fruizione è normalmente limitata solo agli orari di culto. Tale protocollo d’intesa, per l’anno 2017, non è ancora stato firmato dalla diocesi e dal comune ma si è proceduto finora solo all’approvazione della delibera di spesa da parte della giunta comunale.

Negli anni passati – prosegue la nota della diocesi – tale protocollo d’intesa ha permesso l’inserimento lavorativo di 18 disoccupati della nostra città, la maggior parte dei quali giovani, che per alcuni mesi hanno svolto il servizio di custodia e accoglienza turistica, molto apprezzato dai numerosi turisti in visita alla nostra Città. La diocesi di Ragusa si è mostrata sempre disponibile a favorire la fruizione turistica dei propri beni storico-artistici per la crescita economica della città. Tuttavia, l’impegno per lo sviluppo turistico del territorio comunale è compito precipuo dell’amministrazione cittadina, che assicura le giuste risorse economiche per le persone assunte con lo scopo di custodire i luoghi di culto ed assicurare accoglienza ai turisti, che, numerosi – conclude la nota – visitano i monumenti di Ragusa».

Il consigliere Gulino aveva pubblicato domenica scorsa sul suo profilo Facebook la seguente frase: «Anche quest´anno il comune paga 45 mila euro di pizzo alle chiese per farle tenere aperte». Il Pd, tramite i consiglieri Mario D’Asta e Mario Chiavola, si era detto indignato da tale affermazione, esortando il sindaco Federico Piccitto a prendere le distanze. Un invito finora non raccolto dal primo cittadino mentre invece la Diocesi di Ragusa ha ritenuto opportuno dire la sua sulla vicenda del protocollo oggetto del dibattito, tenendosi ben alla larga dalle polemiche. Intanto il consigliere Gulino ha ribadito la sua presa di posizione sul suo profilo Facebook, raccogliendo numerosi commenti sostanzialmente a favore della sua tesi da parte di altrettanti utenti del popolare social network.

LE RAGIONI DEL CONSIGLIERE GULINO
“Per quanto riguarda il mio post su Facebook è fin troppo evidente che si è voluto esagerare nell’assegnare un preciso significato al termine pizzo, intendendolo solo come attinente a fenomeni mafiosi che forse non possono essere accostati alla Chiesa, trattandosi entrambi, di poteri sovraordinati con caratteristiche talmente diverse da non poter generare paragoni”. E´ quanto si legge dal comunicato inviato dal consigliere comunale penta stellato Dario Gulino, dopo le polemiche sollevate da più parti e a seguito della risposta della chiesa.

“La scelta del termine, che non rinnego e del quale mi assumo ogni eventuale responsabilità – specifica Gulino – voleva significare solo l’imposizione silenziosa di determinate scelte che, per tanti versi, sembrano, ai più, piuttosto pretestuose nel contesto dei rapporti fra Clero e pubblico. Ritengo per far chiarezza che il sottoscritto non è battezzato, è anticlericale ed agnostico, tutti particolari che possono inquadrare meglio il senso delle mie esternazioni, riconducendole sul binario di un naturale dissenso verso molti aspetti che coinvolgono la Chiesa e, particolarmente, verso i rapporti, da più ambienti riconosciuti come discutibili, fra istituzioni e Vaticano.

Non avete eletto dei cattolici ma semplici cittadini, senza distinzioni di sesso, religione, o altre discriminazioni del mondo attuale. In tale contesto, dissentire dall’elargizione di 45 mila euro per l’apertura delle chiese mi sembra il minimo, visto che in realtà questi sono solo una piccola punta del icerberg di fonti pubblici «donati» al Clero senza nessun effettivo controllo.

Come ha fatto rilevare su un giornale online un attento e giovane commentatore, in alcune mie risposte ai commenti sul post si possono ritrovare elementi che possono irritare maggiormente altre sensibilità.
Dall’ultimo viaggio del Papa a Milano, costato oltre 3 milioni e duecento mila euro, dei quali un milione e mezzo solo per il palco, agli innumerevoli scandali della chiesa, dalla pedofilia a quelli finanziari, dall’utilizzo disinvolto delle elemosine per gli attici dei cardinali ai rapporti non sempre chiari con mafia e criminalità, ritengo che considerazioni sulla chiesa possano essere giustificate oltre che legittime.

E non c’è sindaco che deve prendere le distanze, soprattutto quando a parlare sono proprio esponenti del Pd, partito che giornalmente è chiamato in causa per inchieste, scandali, e reati ben piu´ gravi. Piuttosto lo scandalo è di chi, eletto in un partito, salta il fosso, con disinvoltura, volteggiando da destra a sinistra, opponendosi prima ad un politico per poi abbracciarlo, o – conclude Gulino – ad ex politici presidenti di associazioni e Opere Pie uniti in questi banchetti forse per accaparrare qualche voto”.

IL POST DURO DI GULINO NEL DETTAGLIO
“Ed anche quest´anno il comune paga 45 mila euro di pizzo alle chiese per farle tenere aperte. Quindi: il comune regala il terreno, il comune paga i lavori di costruzione, il comune paga le ristrutturazioni, il comune paga per tenere le porte aperte. Qualcosa non funziona. Sono sempre più convinto che basterebbe togliere il vaticano dall´Italia per risolvete almeno il 50% dei problemi”. E´ il post che il consigliere comunale 5 stelle Dario Gulino ha pubblicato domenica mattina sul proprio profilo Facebook: poche righe destinate però a far discutere parecchio.

LA PRESA DI POSIZIONE DEL PD INDIGNATO
Il Pd è il primo ad intervenire. «Vorremmo capire – scrivono in una nota i consiglieri comunali del Pd Mario D’Asta e Mario Chiavola – se il sindaco Federico Piccitto e i componenti della sua giunta condividono le affermazioni di un esponente della maggioranza, il consigliere comunale Dario Gulino, a proposito del protocollo stipulato nei giorni scorsi dall’amministrazione cittadina con la Curia per l’apertura dei principali luoghi di culto a fini turistici. Il grillino Gulino – prosegue la nota del Pd – ha paragonato la Chiesa locale alla stessa stregua della mafia, visto che il Comune di Ragusa sarebbe obbligato a pagarle il pizzo».

D’Asta e Chiavola che si dicono indignati per “Le affermazioni qualunquiste e populiste, oltre che davvero preoccupanti – proseguono nella nota – di un rappresentante della compagine politica che sostiene la giunta Piccitto”. I due consiglierei quindi si augurano “Che il sindaco prenda decisamente le distanze da queste dichiarazioni, il che, se non accadesse, vorrebbe dire in qualche modo condividerle”.

L’intervento del consigliere Gulino dalla sua pagina Facebook ha raccolto anche qualche proselito e, quando qualcuno degli utenti che commentano, gli chiede di dare spiegazioni sulle sue affermazioni, rincara la dose: «Ragusa è sempre stata obbligata a pagare questo pizzo alle chiese: basta vedere quanto costano annualmente e, poi, vedere quanto guadagnano. Ma questo non si potrà mai sapere, non si sono mai saputi i guadagni della mafia e quanti beni ha. Figuriamoci se possiamo sapere questo sulle chiese. Ma tanto nessuno si metterà mai contro il Vaticano e per non avere problemi si continuerà a pagare e a sostenere questo sistema».

«Basta tutto questo per fare capire il tenore della gravità delle suddette affermazioni – dicono ancora D’Asta e Chiavola – su cui non si può fare finta di niente e rispetto alle quali è indispensabile che il sindaco Piccitto, o chi per lui, dica la propria».

IL RINNOVO DEL PROTOCOLLO D´INTESA CON LA DIOCESI DI RAGUSA
La Giunta Piccitto ha rinnovato di recente il protocollo di intesa con la Diocesi per la fruizione delle chiese. L’apertura delle chiese nella scorsa stagione turistica, grazie ad orari più flessibili ed ampi, ha dato la possibilità ai turisti di apprezzare il patrimonio ecclesiastico soprattutto nelle festività e nel periodo estivo. Il protocollo comprende il periodo tra il primo aprile e il 7 gennaio 2018. Stanziata la spesa di 45 mila euro con fondi prelevati dal Piano di utilizzo dell´Imposta di soggiorno che sarà introitata nel corso dell’anno.

“La fruizione delle dodici chiese inserite nel protocollo con la Diocesi di Ragusa – dichiara l´assessore al turismo Nella Disca – contribuirà ad arricchire l´elenco del ricco patrimonio storico che i turisti in visita nella nostra città potranno ammirare contribuendo in tal modo a promuovere sempre più il nostro territorio”. Le chiese sono S. Giovanni , La Badia, S. Maria delle Scale, Anime del Purgatorio, S. Francesco all’Immacolata, S. Filippo Neri, S. Maria dell’Itria, S. Giorgio, S. Giusepe, S. Giacomo, Annunziata e S. Maria dello Spasimo.

Sorgente: Corriere di Ragusa .it – RAGUSA – Padre Antoci chiarisce su protocollo chiesa comune


Pace fatta tra Diocesi e Comune di Ragusa: siglato il protocollo per la fruizione dei beni ecclesiastici Accordi bipartisan, il Comune verserà 45.000,00 euro

Pubblicato il: 05/04/2017, 10:12 | di Orazio Rizzo |

Pace fatta tra Diocesi di Ragusa e Comune del capoluogo ibleo dopo la “crisi istituzionale” delle scorse settimane apertasi a seguito delle pesanti affermazioni del Consigliere pentastellato Gulino, che accusava il Clero di “chiedere il pizzo” per la gestione e l’apertura degli edifici religiosi ed al quale aveva risposto Don Peppino Antoci, incaricato diocesano per il Beni Culturali, ribadendo che il protocollo d’intesa non era ancora stato firmato, smorzando i toni.

Polemica definitivamente conclusasi il 3 Aprile: Il sindaco Piccitto e Don Peppino Antoci, hanno sottoscritto il protocollo d’intesa per la fruizione turistica dei beni ecclesiastici della città.

L’accordo, siglato al Comune, prevede impegni bipartisan: il Comune si impegna corrispondendo circa € 45,000,00 per far fronte ai costi di gestione per garantire la fruizione delle chiese per tutto il periodo previsto in convenzione e la Diocesi a garantire la fruizione di beni di rilievo artistico storico e monumentale quale il Collegio di Maria (Badia), Santa Maria delle Scale, Maria SS. dell’Itria, San Filippo Neri, San Giuseppe (Benedettine), San Giacomo, SS. Annunziata, San Francesco all’Immacolata, Santa Maria dello Spasimo, la Cattedrale San Giovanni Battista, il Duomo di San Giorgio, la chiesa dell’Ecce Homo, S. Agata (all’interno dei Giardini Iblei) e Anime Sante del Purgatorio, in orario predeterminati.

A disposizione dei visitatori, saranno disponibili guide turistiche con gli itinerari per raggiungere più agevolmente i siti e le chiese di maggior interesse sia di Ragusa superiore che di Ibla.  Presso ogni sito inoltre, dovrà essere garantire la presenza di personale qualificato ed esperto in storia locale e dei luoghi con conoscenza almeno della lingua inglese.

Sorgente: Pace fatta tra Diocesi e Comune di Ragusa: siglato il protocollo per la fruizione dei beni ecclesiastici Accordi bipartisan, il Comune verserà 45.000,00 euro


Ragusa: c’è la firma Comune-Diocesi per le chiese aperte ai turisti | La Sicilia

05/04/2017 – 09:00 – di Giorgio Liuzzo

Le accuse lanciate dal consigliere pentastellato Dario Gulino sono cadute nel dimenticatoio. L’esponente M5s aveva paragonato, in un post su Facebook, la Chiesa locale a una sorta di «mafia» e le somme versate dall’ente locale per il protocollo erano state considerate alla stregua di un «pizzo». Pesanti affermazioni che, com’era ovvio, hanno dato la stura a una serie di pesanti reazioni. Era intervenuto pure il vescovo, mons. Carmelo Cuttitta. Quest’ultimo aveva sottolineato che, se ci fossero state prove rispetto a quanto detto, sarebbe stato nel pieno diritto del consigliere adire le vie legali e interessare la Procura.

Da palazzo dell’Aquila, e segnatamente dal sindaco, nonostante fosse stato richiesto da più parti, in primis dai consiglieri dem D’Asta e Chiavola che si erano rivolti al primo cittadino invitandolo a stigmatizzare le dichiarazioni di Gulino, non si era invece registrata alcuna dichiarazione. Addirittura, qualche giorno dopo, nel corso di una conferenza stampa convocata per altre motivazioni, venuto fuori l’argomento, il sindaco aveva precisato che sulla questione non avrebbe rilasciato alcun commento. I fatti, però, sono chiari. Dando seguito a quanto già concordato con la Curia, l’amministrazione comunale ha formalizzato l’intesa per la fruizione dei beni ecclesiastici. Ma cosa prevede il protocollo?

L’accordo contempla che dal 3 aprile 2017 al 7 gennaio 2018 la diocesi dovrà assicurare l’apertura e la fruizione turistica in orari predeterminati del collegio di Maria (Badia), Santa Maria delle Scale, Maria Santissima dell’Itria, San Filippo Neri, San Giuseppe (Benedettine), San Giacomo, Santissima Annunziata, San Francesco all’Immacolata, Santa Maria dello Spasimo. Tutte chiese che, per il loro valore monumentale, sono particolarmente gettonate dai turisti e dai visitatori.

Inoltre, la diocesi, recita sempre il protocollo, si impegna ad assicurare in ognuna delle chiese incluse nel suddetto elenco la presenza di personale qualificato con sufficiente conoscenza della storia locale e preferibilmente della lingua inglese. A disposizione dei visitatori inoltre dovranno essere messi a disposizione guide in formato tradizionale o digitale con descrizione delle chiese in più lingue e con un  itinerario  da Ragusa superiore a Ragusa Ibla al fine di individuare facilmente le chiese ed agevolarne la visita.

A fronte dei sopracitati impegni della diocesi, il Comune corrisponderà alla stessa la somma forfettaria di 45.000 euro per far fronte ai costi di gestione allo scopo di garantire la fruizione delle chiese per tutto il periodo previsto in convenzione.

All’elenco delle chiese sopracitate, che saranno aperte per la fruizione turistica, si aggiungono anche la Cattedrale San Giovanni Battista, il Duomo di San Giorgio, Ecce Homo, S. Agata (all’interno dei Giardini Iblei) e Anime Sante del Purgatorio, con le cui parrocchie sono stati siglati appositi protocolli legati a finanziamenti per interventi di restauro conservativo. «Il nostro rapporto era in corso – ha affermato don Antoci dopo la firma del protocollo, a proposito dell’intesa stipulata con il Comune – e non si comprende come avrebbe potuto essere turbato da determinate dichiarazioni. In ogni caso ben venga per i turisti che già cominciano ad affollare il nostro territorio cittadino. Già nel corso di questo primo fine settimana, sarà possibile valutare alcuni risultati».

Sorgente: Ragusa: c’è la firma Comune-Diocesi per le chiese aperte ai turisti – La Sicilia

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