Storia

VENTESIMO ANNIVERSARIO DELL’ARCIVESCOVO LAURICELLA NOSTRO CONCITADINO | FRAMMENTI DI STORIA DI RAVANUSA

VENTESIMO ANNIVERSARIO DELL’ARCIVESCOVO LAURICELLA NOSTRO CONCITTADINO

DI SALVATORE ARONICA

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Mons. C. Lauricella, Arcivescovo di Siracusa

Il prossimo 20 giugno 2009 ricorre il ventesimo anniversario della morte dell’arcivescovo  di Siracusa Mons. Calogero Lauricella nostro concittadino. Che a tutt’oggi resta il primo ed unico vescovo  nativo di Ravanusa, città progenitrice di centinaia di sacerdoti secolari e regolari, di suore di ogni ordine e di  prestigiosi politici in campo regionale e nazionale.

Nato a Ravanusa il 19 gennaio 1919, da Gerlando Lauricella e Rosalia Costanza, orfano di padre nella primissima infanzia venne educato dalla madre e dallo zio arciprete di Menfi D.Vito Costanza, che ne scoprì la vocazione e lo avviò al sacerdozio. Dopo le elementari frequentate a Menfi, entrò in ottobre del ‘29 nel seminario di Agrigento, distinguendosi per lo straordinario successo negli studi e la profonda pietà, appresa da Mons. Filippo Iacolino, suo maestro di spirito dal 1932 al 1934, e quindi Rettore. Che lo guidò nel “suo primo Si al Signore per tutta l’esistenza e nel grande innamoramento per Lui, costasse la vita”. Mons. Lauricella non lo dimenticò mai e gli esternò sempre gratitudine.

Ordinato sacerdote dall’Arciv. Peruzzo, nel burrascoso periodo bellico il 12 giugno 1941, ebbe l’incarico di Vicario Cooperatore nella cattedrale di Agrigento. Fu, poi, Vice Rettore e professore di Lettere nel  Seminario e nel giugno ‘47 ne divenne Rettore, succedendo a Mons. Iacolino, nominato vescovo di Trapani. Nel seminario profuse le migliori sue energie, mirando alla formazione culturale e spirituale, e attingendo a tutte le risorse disponibili allora della chiesa e del laicato. Durante le vacanze andava spesso a visitare il Card. Schuster e P. Gemelli, ottenendone preziosi consigli e restando con loro in corrispondenza. Per i seminaristi organizzò molti incontri dell’intellighenzia cattolica innovatrice e pre-conciliare, tra cui P. Riccardo Lombardi, P. Salvatore Scimè, P. Ernesto Balducci e i proff. Carlo Carretto e Angelo Scivoletto, onde indirizzarli meglio, nell’apostolato di domani, predisponendo, altresì, un nuovo curriculum di studi, più consono ad  una società in continua trasformazione.

Fu interessato anche al vecchio maniero chiaramontano da restaurare, riuscendo a trarne nuovi locali idonei all’uso scolastico, inaugurati nel 1958. Con vero sacrificio reperì i finanziamenti, salendo le altrui scale, bussando alle porte di titolari e funzionari dei LL. PP. ed esperendo ogni sorta di iniziative presso parrocchie e associazioni cattoliche per ottenerne contribuzioni.

Mantenne l’incarico di Rettore, anche dopo la sua elezione a Vescovo, operando  nel contempo a livello diocesano, attivamente anche come Assistente della Gioventù Femminile di A.C., Vice Delegato della stessa, Direttore dell’O.V.E. e Delegato della Pontificia Opera Missionaria. Per tale settore allestì, nel Salone-Studio dei seminaristi, una ben riuscita Mostra di riproduzioni artistiche dei chierici e di lavori artigianali delle terre di Missione e in maggior parte dalla Cina, ove allora era missionario P.Cucchiara. Ne tagliò il nastro il Card. Ruffini, in occasione di una sua visita ad Agrigento e rimase aperta per più giorni al pubblico, consentendo di racimolare molte offerte Pro-Missioni.

Nel dicembre del 1950 il Nostro fu designato Canonico del Capitolo della cattedrale agrigentina. Il 13 maggio 1961 venne eletto Vescovo titolare di Sele e ausiliare dell’Arcivescovo Peruzzo di Agrigento, e il 24 giugno consacrato. L’8 settembre 1964 fu trasferito a Cefalù, come ausiliare del Vescovo Cagnoni, e il 4 giugno 1970 ne fu successore. Nel suo episcopato schivò gli onori, sedendo accanto al clero e ai fedeli, che indirizzò verso valori comunitari e principi conciliari del Vat. II, alla cui stesura aveva contribuito, partecipandovi.

L’8 settembre 1973, da papa Paolo VI fu nominato Arcivescovo di Siracusa. Nei sedici anni del suo apostolato episcopale in detta sede, mirò solo all’onore e gloria del Signore e alla salvezza di tutte le anime. Effettuò tre visite pastorali in tutta la diocesi, rendendosi disponibile verso i fedeli e paterno con i confratelli sacerdoti, da cui avrebbe gradito un comune cammino di fede e di crescita spirituale, in reciproca apertura di fiducia. Non sempre fu corrisposto e se ne doleva, pregando: “O Signore, fa che non neghi neppure una briciola del mio amore a questi Sacerdoti”. Da perenne innamorato di Gesù, accettava l’insuccesso per mortificare l’istintivo “orgoglio che ci trascina a trarre un po’ di soddisfazione e di lode e di gloria personale, anche dalle azioni più spirituali e sante” e rinunziava cristianamente al desiderio di stima  degli uomini.

Amava elargire di persona elemosine ai poveri e bisognosi, che volle tutelare rielaborando lo Statuto della Caritas diocesana. Fu benefattore della nostra Matrice, al cui arc. Messana devolveva offerte, in anonimato, durante le sue vacanze a Ravanusa, per curarne  l’abbellimento. A Siracusa ristrutturò il Seminario e la Casa estiva  dei chierici. Sostenne, altresì, la fondazione del settimanale diocesano “Cammino” e la “Voce di Bethania”, per l’accoglienza di ritiri spirituali, convegni, giornate di preghiera e varie.

Avviò nel 1966, con la posa della prima pietra, la costruzione del Santuario Madonna delle Lacrime, su progetto vincitore di bando internazionale degli architetti francesi Michel Andrault e Pierre Parat, che, pur nelle remore dei reperti archeologici al sottosuolo, supplicava si portasse a  compimento. Nella diocesi eresse dieci nuove parrocchie e riaprì al culto, dopo anni di abbandono, quattro nuove chiese, tra cui San Fòca, antica basilica paleocristiana.

La sua salute dal ‘95 fu minata dalla leucemia. Assai sofferente ma sereno, lamentava il calice amaro, accettando la malattia per amore di Gesù e il 20 giugno 1989, alle ore 9,45 tornava alla Casa del Padre, per riceverne il premio dei giusti. Le sue spoglie riposano nel Santuario della Madonna delle Lacrime, da lui  fortemente voluto e inaugurato da papa Giovanni Paolo II il 6 novembre 1994.

Dell’Arciv. Lauricella tracciai un profilo, sul periodico “Il Saraceno”(Ott.- Nov.’65). Per l’episcopio di Siracusa, nell’89 Antonio Leone, lodato da Sgarbi come chi  “tenga lo spirito nella materia”, scolpì  il suo busto. Nel ’94 fu pubblicato il suo epistolario “Un tesoro nascosto”, ove figura in copertina nell’acquarello  del pittore real-astrattista Gesualdo Bilinceri.

Nel ’95 l’Arcivescovo Lauricella  fu onorato a Ravanusa con un Convegno Studi, di cui riscontro traccia in una missiva della sorella, che riporto: “Ill.mo Dott. S.Aronica, Ravanusa. La Sig.na Gina Lauricella. si pregia di farle dono dell’allegato libro (Il tesoro nascosto) dedicato al fratello Arcivescovo Lauricella, che Ella ha voluto ricordare nel convegno tenutosi a Ravanusa il 12.3.1995”. Relatori furono il Sindaco prof. Coniglio, l’Arciv. Ferraro, Mons. De Gregorio, Mons. Magnano Rettore Santuario d. Lacrime e il Preside Provenzano della Pro Loco. L’Amministrazione Comunale di Ravanusa allora commissionò un suo busto bronzeo ad Aldo Pecoraino, esponente della scultura moderna, non cubista, pervenuto da tempo e in attesa tuttora di collocamento in luogo pubblico.

Arciv. Lauricella Busto di A. Pecoraino
Gesualdo Bilinceri­ Acquarello dell’Arciv. C. Lauricella

Sorgente: FRAMMENTI DI STORIA DI RAVANUSA

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