Cultura

La povertà diventa materia della Facoltà teologica della Sicilia | ViviEnna.it

Mar 5th, 2014 – Ferdinando Russo

facolta-teologica-palermofacolta-teologica-palermoLa Facoltà teologica San Giovanni della Sicilia  accoglie con immediatezza le premure e gli appelli di Papa Francesco ed i nuovi orizzonti geografici e qualitativi della povertà nel mondo ed avvia  incontri con docenti e studenti voluti dal preside Rino La Delfa  con indirizzi di ricerca e di sperimentazioni per i programmi sui temi della povertà introdotti dal V. Preside della Facoltà P. Vacca, dalla prof.ssa Anna Pia Viola e dai  professori Gianfranco Matarazzo, Franco Viola e Salvatore Tomaselli, nel panorama mondiale delle periferie delle città e dei Paesi del sottosviluppo dell’Africa e degli altri continenti.

La povertà entra così nei programmi della geografia sociale della Facoltà teologica già da anni attenta alla problematica interculturale ed a quella religiosa dei paesi mediterranei.

La povertà in Italia nel Rapporto 2013 Formez (1) mostra il suo volto antico e nuovo e richiede, nel tempo della grande crisi che attraversa il nostro Paese e l’intero pianeta, alla cristianità tutta attenzioni e politiche di intervento, che non interessano solo le istituzioni nazionali ed internazionali ma la Chiesa popolo di Dio, nella sua missione sociale (gerarchia e laicato).

La scuola, l’Università, le Facoltà teologiche e le diocesi appaiono così impegnate nell’opera educativa e propositiva per studiare, conoscere e inventare strumenti di intervento, specie quando il Vangelo e gli strumenti della comunicazione cancellano gli ambiti dell’indifferenza ed della sconoscenza  dei poveri ovunque esistano condizioni di estremo disagio.

E L’arcivescovo di Monreale Michele Pennisi, di ritorno dalla Tanzania, la cui diocesi  è collegata da anni con la Sicilia per sviluppare iniziative di fraterna solidarietà, coglie l’occasione della Quaresima per invitare a vivere la preparazione della Pasqua per contribuire alla realizzazione di una scuola nella diocesi di Iringa, contribuendo con opere di generosa carità alla scelta prioritaria per i poveri (2).

L’azione del volontariato e dei missionari va accompagnata dall’azione culturale della facoltà teologica  e da quella associativa  dei movimenti ecclesiali, solidaristica, professionale ed imprenditoriale, per meglio utilizzare le risorse umane e naturali del pianeta.  

Se la visita a Lampedusa fu tra i primi viaggi di Papa Francesco (3), a segnare l’accorata sensibilità, che avrebbe caratterizzato il pontificato con l’incontro di Rio (4), con la gioventù mondiale verso i Sud della terra, è nel  videomessaggio nella Giornata mondiale del 10 dicembre 2013, che il pontefice la voluto lanciare la”Campagna contro la fame nel mondo,invitando “credenti e non credenti, istituzioni e singole persone a rimboccarsi le maniche per debellare una delle piaghe che da sempre affliggono miliardi di persone dei paesi più poveri: la fame (5)”.

La povertà dal volto antico e nuovo richiede, nel tempo della grande crisi che attraversa il nostro Paese e l’intero pianeta, a tutta la cristianità attenzioni, atti di generosità, di partecipazione e politiche di intervento, che non interessano solo le istituzioni nazionali ed Internazionali, ma la Chiesa nella sua missione sociale (gerarchia e laicato), le Religioni ed i Governi.

Dopo le grandi Encicliche dei Papi, come laici siamo infatti chiamati da Papa Francesco alle responsabilità corali per combattere le povertà ed è significativo che la Dottrina sociale della Chiesa (DSC) come ha ribadito l’arcivescovo Santo Marcianò, ordinario militare per l’Italia,in occasione della presentazione, presso la sala Moro della Camera dei deputati nel “portare nel Palazzo” degli Atti sugli insegnamenti sociali della Chiesa e del tema: ”Abbattere le disuguaglianze valorizzando le differenze”,  si appalesa come un contributo, sottolineato nel messaggio inviato dal Papa al Festival sulla DSC, che è  ricordato alla Camera dal Sottosegretario al Ministero del Lavoro Luigi Bobba, nel resoconto di G.Cardinale sulle sfide della politica in Avvenire del 5 Marzo.

E con la Caritas Internationalis riceve come un mandato prioritario la mobilitazione nei 5 continenti in cui opera, così come l’opera della Fondazione G.Toniolo, di cui è presidente mons.Adriano Vincenti, ideatore ed animatore dei Festival sulla DSC di Verona.

Nell’editoriale di CNTN di Palermo, la rivista settimanale di operosi laici, che opera da quattordici anni, nella comunicazione come volontariato realizzando “Cieli nuovi terra nuova“, il direttore  Giacomo Ribaudo scrive (6): “Siamo tutti, si fa per dire, entusiasti di papa Francesco e del suo amore per i poveri, nonché del suo stile di vita e di comportamento assai vicino al Vangelo, quasi che Cristo passi nuovamente per le nostre strade. Ma quanti lo imitiamo veramente e profondamente, quanti abbiamo radicalmente e con gioia cambiato l’impostazione delle nostre scelte e la capacità di valutare in base a criteri solamente evangelici?” Evangelizzare senza muoversi?

“No”, sembra rispondere il preside della Facoltà teologica S.Giovanni Evangelista della Sicilia, prof. Rino La Delfa, che sin dall’inizio dell’anno accademico in corso ha introdotto nei programmi della Facoltà, di cui è Gran Cancelliere il cardinale di Palermo Paolo Romeo, il tema della povertà nella sua multiforme e drammatica presenza nella società nazionale, specie nelle città del Sud e nelle vicine regioni dell’Africa e del medio oriente,dalle quali partono per il centro Europa i poveri senza lavoro e redditi (e talvolta senza alcun diritto).

La Delfa avvalendosi della collaborazione sinergica con l’Ufficio della Cultura, l’Educazione cattolica, la Scuola e l’Università, con la Scuola di Teologia di base della Arcidiocesi di Palermo e la Libreria delle Paoline, ha proposto innovandoli gli incontri annuali aperti a tutti su argomenti di rilievo nella coscienza ecclesiale, introducendo tra questi “Lo scandalo della povertà” tanto caro a papa Francesco e mai assente nella lunga storia della Dottrina sociale della Chiesa, ricapitolata nel convegno svoltosi a Palermo con l’introduzione svolta dal Prof. Salvatore Tomaselli, docente di Economia Aziendale, ad indicare l’opera culturale e dottrinale dei Papi nel confronto educativo e propositivo della Chiesa davanti all’evolversi della economia mondiale dalla rivoluzione industriale ai nostri giorni.

La Delfa, che nei corsi della facoltà non ha mancato negli anni di approfondire le encicliche sociali, ha convocato a trattare al riguardo proprio il tema della Dottrina sociale della Chiesa ed i nuovi modelli di sviluppo della comunità internazionale con riferimento alla povertà, Gianfranco Matarazzo, S.J. direttore dell’Istituto di Formazione Politica Pedro Arrupe di Palermo, recentemente eletto provinciale d’Italia dei Gesuiti, Francesco Viola, docente emerito di Filosofia del Diritto dell’Università di Palermo ed il V.Preside Padre Vacca della Facoltà ed a coordinare il seminario-convegno Anna Pia Viola, docente di filosofia della Facoltà Teologica.

I presenti, docenti universitari, studenti della Facoltà ed operatori delle opere sociali e di carità della diocesi, nonché studiosi dei temi della povertà, sono stati animatori di un ampio dibattito propositivo, che apre itinerari di iniziative e di impegni di studio, nei futuri programmi, di azioni consequenziali per rispondere con responsabilità diffuse ai temi della povertà.

Agli intervenuti  Matarazzo, Vacca, A. P. Viola, U. Russo, F. Armetta, F. Russo e numerosi altri ha  risposto il prof. Franco Viola.

Il dibattito aperto sulla povertà, se chiede infatti momenti di sintesi, sempre più possibili,qualitativi, quantitavi e geografici, per gli strumenti statistici, conoscitivi e disponibili presso le Agenzie internazionali e quelle europee, non è sfuggito nel corso dell’incontro alla qualità delle vecchie (la fame nel mondo) e delle nuove povertà, ed alla localizzazione geografica delle povertà ed alle osservazioni dei presenti, che vivono la realtà della città di Palermo e dei comuni della Sicilia, che accolgono i flussi della mobilità emigratoria, anche se spesso di temporaneo passaggio, come riferimento da cui partire e di cui si ha diretta conoscenza.

Per l’Europa e Italia il citato rapporto del Formez (1) è al riguardo significativo nell’analisi delle principali sfide che l’U.E. deve affrontare nel campo del mercato del lavoro e degli sviluppi sociali colpiti dalla crisi economica e dall’intensità crescente dei movimenti della mobilità internazionale specie mediterranea.

Relativamente all’Italia ed al Sud, in cui opera la Facoltà teologica della Sicilia, “la percentuale della popolazione a rischio povertà o esclusione sociale è passata dal 25,9% del 2006 al 29,9% del 2012. Prendendo in considerazione la popolazione femminile, la percentuale sale al 31,7%. In Italia l’11.1% della popolazione attiva risulta essere a rischio di povertà, pur essendo occupata. Passa inoltre dal 6,3  % ( 2006 ) al 14,9% (2012) percentuale di popolazione che si trova in condizioni di grave disagio e di difficoltà personali o familiari così come risulta in aumento il numero di persone che non studiano e non lavorano, giunto nel 2012 al 21,1%.

Questo cenno statistico, che si aggrava nella territorialità meridionale e siciliana, è semplificativo dei problemi, che richiedono progettualità culturali, sociali, politiche di primaria urgenza, nel quadro delle Istituzioni locali regionali e nazionali al nuovo governo nazionale, come a quello regionale da far gridare Vergogna  non solo alla piazza, ma anche ad agenzie educative e sociali che recepiscono i malumori delle tante famiglie verso la politica (6).

Ed i poveri, non la povertà, sono per i cristiani il nostro prossimo, è stato detto nel convegno, nella visione universale con la quale la Chiesa, popolo di Dio, si confronta con il mondo, in una ”mission” laicale ed ecclesiale, ad un tempo, che non interpella solo la Gerarchia, i vescovi, i sacerdoti, i consacrati, ma tutta  la comunità dei battezzati in una opera di amore, di solidale fraternità, di comune salvezza, che non esclude i non credenti.

Si comprende come il tema dei poveri  divenga non un problema del solo catechismo o solo dottrinario, di quanti si preparano al sacerdozio nelle facoltà Teologiche o nei Seminari, ma l’essenza dell’essere cristiano, ovunque si trovi a vivere ed operare, inseguendo la vocazione nella famiglia, nel  lavoro, come nel sacerdozio, come nelle opere sociali e nei movimenti dei lavoratori, così attenti alle indicazioni delle Encicliche dei Papi.

E nelle opere di carità si sono alimentate spesso le santità di Francesco d’Assisi o di Madre Teresa di Calcutta, dei missionari delle scuole disperse nel mondo, per i poveri senza istruzione e libertà e dignità di figli di Dio, dei medici senza frontiere, che costruiscono ospedali per debellare malattie e curare gli ammalati, per una donazione della vita e delle professioni, quale imitazione dell’opera del Cristo venuto per un disegno di amore e di redenzione.

Siamo ora senza alibi evangelici, perché conosciamo chi ha fame, chi è ammalato, chi è in carcere, chi ha sete, chi vive nella miseria, senza un tetto, nella povertà più assoluta.

Il cammino della scienza ci porta i poveri di tutti i continenti nell’osservatorio quotidiano dei televisori e dei massmedia e sono il nostro prossimo.

E nella Sicilia di Giacomo Cusmano, dei Santi e dei Beati, anche di quelli di stirpe regale (7), che ci sono per tutti laici e sacerdoti, frati ed eremiti di riferimento, ai poveri a Palermo non sono addetti solo Biagio Conte, e le suore ed i fotografi cari a F.Sortino in CNTN (8), ma le attente operose donne ed uomini della San Vincenzo, le suore degli ospedali e delle case di riposo dei bocconisti, i sacerdoti come gli emuli di Pino Puglisi, le ragazze dei Telefoni amici, i volontari dei CAV, i docenti salesiani di Don Bosco e dei Don Orione, che insegnano, talvolta con ritardi nelle loro prestazioni formative per i giovani disoccupati, che solo se altamente qualificati usciranno dalla povertà dei senza lavoro.

E non solo, ma anche i professionisti, gli ingegneri, i geologi, i geometri, i biologi, i chimici, gli agrotecnici, gli  agrimensori, i maestri muratori, che sanno trovare ed utilizzare le acque per sottrarre dalla sete gli assetati dei deserti africani, che sanno costruire strade e case, laghi e serre.

Il mondo dei professionisti, dei ricercatori, dei progettisti dell’uso delle energie marine, del vento e del sole (9), come scrive A.Russo, che ha diffuso il sogno di portare la luce nelle notte nel deserto  con il sole, studiato da un palermitano Giuseppe Farina, e generosamente brevettato, e quello degli studiosi delle energie del sottosuolo del Sud, attende che la spesso attuale povertà, da disoccupati intellettuali, trovi una soluzione, nella creatività umana e politica, anche nel campo delle energie alternative.

Per la disattenzione dei governanti sono infatti anch’essi disoccupati, cioè sono i nuovi poveri, che  attendono, come nostro prossimo, un atto di attenzione, di premure e progetti per il lavoro, da parte di maestri generosi di arti e mestieri, di aziende nazionale ed internazionali, che si impegnino  nell’Isola e nel mondo, che ci circonda, per i tanti fratelli che possono contribuire a lottare la povertà utilizzando le risorse del creato ovunque si nascondino.

L’Africa, al riguardo, è il continente più vicino (10), una occasione per un valido rapporto di collaborazione con l’Italia e la Sicilia in  particolare.

La cooperazione internazionale, riproposta e rafforzata dalla politica europea potrà e dovrà utilizzarli, per evitare che al deserto naturale si accompagni il deserto umano delle famiglie.

Le scuole e le università preparino, intanto, ai nuovi lavori i disoccupati poveri del Sud ed i politici facciano ciò che loro compete per non vergognarsi davanti ai poveri.

Ed al Sud tornano apportatori di speranza il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e di seguito, il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, tra le scuole, i Beni culturali, i disoccupati dell’Isola che incontrano a Siracusa ed a Ragusa mentre Renzi ha voluto iniziare a Tunisi il suo primo viaggio in Africa, un continente vicino che ci interpella.

Ferdinando Russo   onnandorusso@libero.it

RIFERIMENTI

1) A.Turrisi Monreale Una scuola in Tanzania.Pennisi :tempo prezioso di carità in Avvenire del 5 marzo

2) F.Russo Papa Francesco da Lampedusa: No alla globalizzazione dell’indifferenza in http://www.puntodivista.infoindex e http://www.google.it

3) F.Russo Da Rio i richiami e le testimonianze di Papa Francesco al mondo in Identità Popolare Fondazione Roma

4) La Rocca in Repubblica del 10-12-2013

5) G.Ribaudo, Evangelizzare senza muoversi in CNTN, periodico di ispirazione cristiana N.22 anno XIV 23 febbraio 2014 e N.23 del 2 marzo 2014.

6) G.Cardinale in La Dottrina sociale per illuminare le sfide della politica in Avvenire del 5 Marzo 2014

7) FINANZA ETICA E SOLIDALE in http://www.google.it

8) Commissione Europea-DG Occupazione Formez Rapporto 2013 da http://www.google.it alla voce Rapporto 2013 su occupazione e sviluppo sociale in Europa-doc-al 22-01-2014

9) F.Russo, Una nuova beata per il Sud -Santi e Beati incontro ai poveri del Sud in http://www.vivisicilia.it

10) A.Russo Il brevetto per rubare l’energia al sole di un palermitano Giuseppe Farina ,utilizzato da imprese europee in http://www.giuseppefarina.it

11) F.Sortino, Poveri a Palermo in CNTN –Gli invisibili: ovvero La povertà e l’indifferenza.Mostra fotografica ad Enna, AnnoXIV n.19 del 2 febbraio 2014

12) M-Impagliazzo in Avvenire del 1-2-2014, editoriale in Come rifondare un rapporto prezioso Italia-Africa Seria occasione (11)

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