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Vent’anni fa il crollo della Cattedrale di Noto, attesa per la visita di Mattarella | adnkronos.com

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cattedrale-di-notoSono le 22,15 del 13 marzo 1996. Un boato sveglia la cittadina siciliana di Noto: il gioiello dell’architettura barocca, la Cattedrale di San Nicolò, crolla. Chi accorre sul luogo vede soltanto un pezzo della cupola rimasto in piedi. L’altra parte, insieme alla lanterna, all’intera navata centrale e a quella laterale destra si sono sbriciolate. Vista l’ora nessuno è in chiesa e il crollo non provoca vittime. A vent’anni da quel crollo il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella venerdì prossimo sarà a Noto, accompagnato dal ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, per celebrare il definitivo recupero della cattedrale, ricostruita anche grazie all’iniziativa ‘Adnkronos per Noto’, del grande concerto di Franco Battiato sul sagrato del Santissimo Salvatore in una città profondamente ferita.

Quel concerto è stato l’assoluta certezza di una grande speranza per il futuro. Ha determinato un momento di grande speranza e di consapevolezza e convinzione che gli anni futuri sarebbero stati determinanti per riavere la nostra cattedrale monumento restituito a tutto il mondo”. Lo ha detto all’Adnkronos, Corrado Bonfanti, sindaco di Noto. “Lo dico con la sensazione che ho vissuto quella sera – ha aggiunto il primo cittadino – come attraverso la grandiosità della musica di Battiato e attraverso la volontà di un siciliano di spendersi perché questo richiamo forte che la comunità esprimeva in quel momento di velocizzare il processo di ricostruzione e quindi di rinascita attraverso la riedificazione del monumento simbolo, ha dato quella forza e quella determinazione a tutta l’Italia per poter oggi essere protagonista di questo atto finale”.

 

“Atto attraverso il quale il Presidente della Repubblica – ha sottolineato Bonfanti – può con grande orgoglio rendere onore al lavoro di tanti italiani maestranze, professionisti, artisti che hanno fatto grande un monumento dimostrando le grandi capacità del popolo italiano. E le buone pratiche di gestione del denaro pubblico nei tempi e con i requisiti richiesti dalle leggi, nel rispetto delle leggi e della trasparenza e nel rispetto dei tempi”.

La cattedrale è stata prima restaurata nella sua parte architettonica e poi, nel 2008, una commissione nominata dall’allora premier Berlusconi e che aveva tra i suoi componenti Vittorio Sgarbi, ha curato il ripristino delle decorazioni interne. “Un restauro interamente fatto dallo Stato, e perfettamente riuscito”, afferma all’Adnkronos Sgarbi. “Non era stata ancora fatta una vera inaugurazione – aggiunge – allora ho chiamato il Presidente Mattarella dicendogli che mi sembrava un’occasione molto singolare, dal momento che l’impresa era siciliana ma era stata realizzata grazie allo Stato, che un siciliano Capo dello Stato venisse a inaugurarla. La data è stata fissata per l’8 aprile. Io ho tentato in tutti i modi di avere la garanzia di una visita molto ufficiale, visto che si tratta di un’inaugurazione, ma lui ha preferito una visita pressoché privata, anche se sarà aperta al pubblico. Io, il vescovo, il sindaco e le altre persone che sono con noi, più che fare una cerimonia, racconteremo a Mattarella l’impresa, tutta italiana e fortemente riuscita, non solo perché è stata fatta, ma perché è stata fatta bene”.

Sgarbi ricorda che “una volta finito il restauro architettonico, nel 2007, il governo Berlusconi nominò una commissione, della quale ero tra i membri più attivi, nella quale tutti convenivano sulle mie proposte di fare un interno che fosse coerente con l’architettura barocca”. E sull’iniziativa ‘Adnkronos per Noto‘: “E’ evidente che un’iniziativa come quella Adnkronos con personalità come Battiato, determina un’emotività che altre iniziative possono non avere. La musica in questo caso innesca un messaggio universale. Ricordo quel concerto dal quale comincia una storia che ha i successivi passaggi nella ricostruzione, nelle decorazioni interne, e arriva a oggi con la consacrazione definitiva da parte del presidente della Repubblica Mattarella”, conclude Sgarbi.

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