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Merlo: ”La Sicilia vista dalla Iss: oltre le nuvole è geografia senza storia” | Repubblica Tv – la Repubblica.it

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Francesco Merlo


 

 

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In 1/2 ora – Enrico Mentana e Francesco Merlo – 08/01/2017


 

RepIdee, Merlo racconta le parole che hanno fatto l’Italia: “Siamo il Paese del ‘quasi'”

16 GIUGNO 2017

In occasione dell’edizione 2017 di Repubblica delle Idee a Bologna, Francesco Merlo ha raccontato le parole che hanno fatto la storia d’Italia in un dialogo con Marino Niola. “Dalla monarchia alle accuse di brogli, dal ‘fattore K’ di Cossiga al ‘sotto sotto’: ecco perché siamo il Paese del quasi”

video di Antonio Nasso


10 GIUGNO 2013 Merlo: ”La Sicilia vista dalla Iss: oltre le nuvole è geografia senza storia”

[ISS]

Sorgente: Merlo: ”La Sicilia vista dalla Iss: oltre le nuvole è geografia senza storia” – Repubblica Tv – la Repubblica.it


Parola mia, la Repubblica è (af)fondata sul malinteso

Francesco Merlo e il suo Sillabario. Una storia del Paese attraverso i vocaboli svuotati del loro significato: Referendum, Popolo, Comunismo… Con un neologismo finale. Illuminante

di Marco Bracconi

09 giugno 2017

ROMA. Allacciate le cinture di sicurezza. Perché se si sale sul treno delle parole c’è il rischio della vertigine. Quella che ti prende scoprendo la somiglianza tra Aldo Moro a Beppe Grillo, discendendo la parabola di una Repubblica sempre alla ricerca della sua monarchia, ispezionando l’ambiguità di un carattere nazionale votato al doppio più per sopravvivenza che per ipocrisia. «Leggendo lo storico Karl Schlögel, che racconta la storia attraverso i luoghi, mi è venuto in mente di raccontare la vita italiana come un indice di vocaboli» dice Francesco Merlo sfogliando le 402 pagine del Sillabario dei malintesi italiani, storia sentimentale d’Italia in poche parole (Marsilio, euro 20, pp. 336). «In fondo potremmo raccontare la guerra di Troia con la parola Cavallo, e ciò ci porterebbe a Caligola e infine a Garibaldi…». Codici, legami e costanti piuttosto che biografie, allora. Di simili spericolate (e dotte) scorrazzate nella storia italiana dal dopoguerra a oggi è fatto il Sillabario di Merlo, che salpa con la parola Monarchia e approda al neologismo Matria navigando per tutto il resto: da Rotocalco a Referendum, da Bis a Comunismo fino a Periferie e Cemento. Parole che, causa vizi e virtù italiche, sono o diventano malintesi, come il racconto di quella Sicilia natìa ormai perfino credula della sua versione di comodo nazionale; parole piccole e grandi disinterpretate per rimozione dei loro significati o svuotate di senso perché in overdose da troppi significati; parole che si condannano a essere (o dover essere) turpiloquio per poter meglio percorrere le scorciatoie di chi è poco avvezzo alla fatica delle idee.

L’Italia di Merlo non è quella …

[…]


Ruberie, sprechi e baronaggio feudale . Ecco perché lo statuto speciale va abolito

Dal disastro della sanità al degrado diffuso, tutti i fallimenti dell’Autonomia

di FRANCESCO MERLO – (06 ottobre 2012)

Anche la casta a Palermo diventa pittoresca e tragica, la “casta con le sarde”, supercasta speciale come lo Statuto che andrebbe finalmente cancellato  –  se non ora quando?  –  da un governo che fosse davvero antisprechi. È infatti lo Statuto, solo lo Statuto, che ha trasformato il deputato regionale in un grassatore, in un mediatore, in un Batman con i mustazzi unti di “stigghiola”. Esistono Regioni d’Italia in cui lo Statuto speciale è virtuoso o magari soltanto utile e storicamente giustificato, ma sicuramente in Sicilia l’autonomia deve essere abolita per bancarotta economica, politica e morale.

E bisogna cancellarla dalla Costituzione, come atto d’amore verso una terra meravigliosa, e liberare i siciliani da un baronaggio feudale che dissipa il più grande tesoro del Mediterraneo e non parlo solo del buco di 5,3 miliardi e delle spese che nel 2012 supereranno i 27 miliardi.

L’Autonomia ha prodotto un ceto parassitario senza uguali in Europa che non gestisce risorse locali, se non in minima parte, e che lucra per se stesso più dei laziali. Il deputato guadagna tra i 15 e i 20 mila euro netti al mese tra stipendio, diaria, spese per lo svolgimento del mandato e indennità di soggiorno. Il rimborso ai gruppi raggiunge il record di 12 milioni l’anno. È una “specialità costituzionale” quella del più ricco Parlamento regionale d’Italia, che costa 170 milioni di euro, due volte più del Lazio e cinque volte più della Lombardia.

Lo Statuto speciale trasforma in liquame infruttuoso questo enorme fiume di danaro statale ed europeo …

[…]

Eppure ci vuol poco a capire che la vera autonomia della Sicilia sarà la liberazione dagli autonomisti.

FRANCESCO MERLO


La retorica degli sciacalli

“Oggi gli sciacalli d’Italia di nuovo si avventano sulle vittime. Non più per strappare vestiti e gioielli, ma per fare di quei poveri corpi il podio e la cattedra della peggiore demagogia nazionale”

di FRANCESCO MERLO – 21 gennaio 2017

SUBITO dopo il terremoto, come primo atto di decenza, il Viceré di Sicilia Giovan Francesco Paceco, duca di Uzeda, esibiva i corpi penzolanti degli sciacalli che faceva impiccare. A quei tempi gli sciacalli rovistavano tra le rovine e tagliavano le dita dei cadaveri per rubare le fedi d’oro. Oggi vanno in televisione in doposci, come nel programma di Lilli Gruber ha fatto Matteo Salvini che però dei tanti sciacalli d’Italia è solo il più volgare e dunque anche il più visibile, è il Bertoldo della politica che contrappone le disgrazie dei terremotati ai presunti agi e conforti degli infelici immigrati: Amatrice contro il Nord Africa, l’Abruzzo contro il Senegal.

Proprio come ai tempi dei Vicerè, oggi gli sciacalli d’Italia di nuovo si avventano sulle vittime. Non più per strappare vestiti e gioielli, ma per fare di quei poveri corpi il podio e la cattedra della peggiore demagogia nazionale. Dunque lucrano consenso facile …

[…]

Come al solito lo sciacallaggio si nutre di retorica, non sempre con l’intelligenza di approfittarne, ma a volte solo come risorsa di noi giornalisti in crisi. Nel settembre del 1923 il Toronto Daily Star, inviando appunto Hemingway a raccontare il terremoto di Yokohama, gli fornì un prontuario, un manuale di antiretorica per scrivere di sciagure: mai speculare sui morti (non diceva di non usare i doposci), mai usare iperboli per raccontare il dolore, rimanere freddi, rivolgere ai sopravvissuti solo domande secche, scrivere con frasi brevi, non violare la privacy né dei vivi né dei morti… Hemingway cominciò il suo articolo così: «Questa è una storia senza nomi».


16 MARZO 2017

Videografia, Merlo: ”Imbarazzante Angelina alla London School of Economics”

Angelina Jolie visiting professor alla prestigiosa London School of Economics. La star di Hollywood è inviata speciale dell’Unhcr, l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, e ha condotto diverse campagne contro la violenza sessuale in guerra. A Londra tiene un corso presso il Centro per le donne, dedicato a pace e sicurezza. Nel ciclo di lezioni racconte la sua esperienza sul campo nel portare aiuti umanitari e come la violenza sessuale venga utilizzata come arma di guerra

videografia di Francesco Merlo
montaggio Leonardo Sorregotti

 

L’ARTICOLO: “Angelina Jolie alla LSE e il dibattito dentro Repubblica”


 

 

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