Bibliografia Cultura

Bibbia e Corano a Lampedusa. Il lamento e la lode. Liturgie migranti | Diocesi Mazara del Vallo

5 novembre 2014 – monsignor Domenico Mogavero

MOSCA MONDADORI ARNOLDO – CACCIATORE ALFONSO – TRIULZI ALESSANDRO

Bibbia e Corano a Lampedusa. Il lamento e la lode. Liturgie migranti

(editrice La Scuola) 2014 | pp. 208 | 12,50 euro

Non capita spesso di presentare un libro e di dover ammettere di buon grado che il libro è piaciuto al recensore e che, pertanto, la sua presentazione esce dai canoni della cortesia formale per divenire condivisione partecipe di una lettura stupita. È quanto mi è successo con il volume Bibbia e Corano a Lampedusa.

La pubblicazione, redatta a più mani e corredata da originali foto di forte espressività evocativa, legge i commenti e le sottolineature che ignoti migranti hanno segnato su due copie della Bibbia, rinvenute su un barcone naufragato a Lampedusa l’8 maggio 2011, e su una copia del Corano recuperata in circostanze analoghe. A questi singolari materiali si aggiungono altre testimonianze, che documentano la drammatica e sofferta esperienza della traversata del Mediterraneo. Il pregio del volume sta principalmente nel fatto che per la prima volta possiamo percepire la voce dei migranti senza i filtri dettati dall’emergenza o dalla convenienza compiacente verso chi li ha salvati da morte sicura o li ha tirati fuori da un’imbarcazione fatiscente, accogliendoli con calore umano e solidale.

La sensibilità di chi ha letto quei testi preziosi ha consentito di ipotizzare un percorso spirituale di migranti senza nome, ma con un volto segnato dalla fatica e dalla paura; ma nello stesso tempo aperti a una speranza che ricercava in Dio il senso di un futuro ancora tutto da decifrare e da scrivere e affidato al cuore e alle mani amiche di altri uomini. Inscrivere e accostare questi itinerari di spiritualità semplice ma intensa e solida nel modello liturgico del lamento e della lode fa pensare a «una liturgia inedita» che trova il suo culmine in una «sorta di mistagogia quale portale d’ingresso e introduzione nel mistero della carne di Cristo in viaggio sulle carrette del mare» (p. 59). Le riflessioni sui testi biblici sono affiancate da quelle sui testi coranici e sono completate con il racconto dell’acquisizione delle due Bibbie, da testimonianze toccanti e da altri contributi documentali su alcuni progetti interessanti, pensati per dare una forma cordiale e amica all’isola di Lampedusa, grembo accogliente per persone costrette a lasciare la propria terra per sfuggire guerre, persecuzioni, violenze e ottenere rispetto, libertà e riconoscimento garantito dei diritti umani fondamentali.

Coinvolgente la dedica:

«ai migranti
alla memoria dei sommersi nel Mediterraneo
alle genti di Lampedusa e di Linosa».

Suscitatrice di emozioni forti la poesia del poeta siriano Adonis (Al Ahmad Sa’d Isbir)adonis, quasi una evocazione accorata:

«Sono partiti portandosi la terra
che sale come una preghiera,
nei passi e negli sguardi.

Raccontano al mare mestizia
e sventure. Terribili, scorrono
nelle ferite il Tigri e l’Eufrate.

L’amore per gli altri
è il loro domani: energia
sconfinata cui la morte sussurra
solo ciò che proclama la vita».

Sorgente: Bibbia e Corano a Lampedusa. Il lamento e la lode. Liturgie migranti – Diocesi Mazara del Vallo


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Bibbia e Corano a Lampedusa | La Stampa

Diventano un libro i testi sacri, salmi e sure, ma anche i diari che hanno accompagnato i viaggi della disperazione attraverso il Mediterraneo

REDAZIONE – Pubblicato il 11/04/2014 Ultima modifica il 11/04/2014 alle ore 15:06

Pagine strazianti. Bibbie e sure coraniche sottolineate, testi copto-ortodossi che hanno varcato il deserto e il mare. E poi diari, corrispondenze, inni d’amore e lamentazioni. Pagine rinvenute dopo gli sbarchi o i naufragi. Trovati addosso a chi ce l’ha fatta o a corpi senza vita restituiti dal mare. Quelli che a Lampedusa non sono mai arrivati. I destini dei migranti. “Sono partiti portandosi la terra/che sale come una preghiera,/nei passi e negli sguardi.// Raccontano al mare mestizia/ e sventure. Terribili, scorrono /nelle ferite il Tigri e l’Eufrate.// L’amore per gli altri/è il loro domani:energia/sconfinata cui la morte sussurra/solo ciò che proclama la vita.”.

Così il grande poeta siriano-libanese Adonis che, con questi versi inediti, apre il libro “Bibbia e Corano a Gerusalemme” , curato da Arnoldo Mosca Mondadori (poeta), Alfonso Cacciatore (insegnante di religione), Alessandro Triulzi (storico dell’Africa contemporanea), appena pubblicato dall’Editrice La Scuola (pp. 202, euro 12,50) . Un libro corale che racconta la vita sconosciuta di un’isola e testimonianze inimmaginabili come il diario di un diacono etiopico o il “glossario di sopravvivenza” di un migrante dal Bangladesh. Perché a Lampedusa arrivano non solo donne e uomini spinti da guerre, fondamentalismi e assenza di futuro, ma si incrociano destini umani e percorsi di fede che testimoniano il sofferto cammino dell’Uomo e le sue irrinunciabili ragioni del vivere insieme.

Il Mediterraneo non è solo luogo di smembramento e dispersione, ma anche richiesta di affratellamento e aggregazione di nuova umanità. “Bibbia e Corano a Lampedusa” segue la risacca di quel mare – “che indebitamente e paradossalmente” – scrive Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento – “compie verso i naufraghi un ultimo gesto di pietà: ne seppellisce i morti” . Lampedusa, “porta d’Europa”, è qui tratteggiata in tanti modi. Soprattutto nel suo essere “faro e pietra d’inciampo, scandalo e avvenimento illuminante”, teatro millenario di pellegrinaggi mutati nel tempo per forma e sostanza.

L’isola si perde domandandosi i tanti “perché” di un’assurda emergenza che si trascina da troppo tempo. Per poi ritrovarsi, sofferente, tra i legni delle imbarcazioni affondate, tra gli avanzi salmastri – cartoline, rosari, glossari di sopravvivenza, appunti di viaggio – gonfi d’acqua e di muto smarrimento. Questo materiale, documentato in appendice nel volume, in attesa di potersi raccogliere in un’idea di Museo della condivisione, diviene, insieme ai testi sacri ritrovati, una traccia aperta che, passando da chi “partiva sognando la vita pur sapendo che la morte era in agguato”, riporta al centro di noi stessi. “Non si può piangere acqua nell’acqua”, racconta qui Zerit, giovane eritreo sopravvissuto al 3 ottobre, mentre il fratello periva a pochi metri della costa. Il lamento e la lode. Liturgie migranti.

Arnoldo Mosca Mondadori, Alfonso Cacciatore, Alessandro Triulzi (eds.), Bibbia e Corano a Lampedusa. Il lamento e la lode. Liturgie migranti, Editrice La Scuola, pp. 224, 12.50 €

Con il contributo autorale di Kheit Abdulatif, Marco Campedelli, Barbara D’Ambrosio, Sintayehu Eshetu, Gianluca Gatta, Sanhaj Ghosh, Alessandro Gori, Mara Matta, Costanza Meli, Francesco Montenegro, Stefano Nastasi, Giusi Nicolini, Abubakar Mukhtar Jokof, Yahya Pallavicini, Franca Parizzi, Felice Scalia, Giacomo Sferlazzo.

Sorgente: Bibbia e Corano a Lampedusa – La Stampa

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