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Elezioni Sicilia. I vescovi: vincere rassegnazione e astensione | Radio Vaticana

cesi-caltagirone-2017

CONFERENZA EPISCOPALE SICILIANA
Sessione autunnale Caltagirone, 20-21 settembre 2017

CESI. Comunicato finale settembre 2017

[…]

1. Rinnovo della Presidenza
I Vescovi delle 18 diocesi dell’Isola hanno proceduto a rinnovare la Presidenza per il nuovo quinquennio pastorale 2018-2022. Sono risultati eletti: Presidente S.E. Mons. Salvatore Gristina, Vice Presidente S.E. Mons. Michele Pennisi, Segretario S.E. Mons. Carmelo Cuttitta.

[…]

Deleghe episcopali

Le Deleghe episcopali per il quinquennio 2018-2022 sono state così assegnate:
Dottrina delle Fede e Catechesi: MONS. SALVATORE MURATORE
Liturgia: MONS. SALVATORE PAPPALARDO
Carità e Salute: MONS. GIOVANNI ACCOLLA
Clero: MONS. CARMELO CUTTITTA
Seminari e Vocazioni: MONS. GUGLIELMO GIOMBANCO
Vita Consacrata: MONS. MARIO RUSSOTTO
Laicato: MONS. CORRADO LOREFICE
Famiglia e Giovani: MONS. PIETRO M. FRAGNELLI
Cooperazione missionaria tra le Chiese: MONS. ROSARIO GISANA
Ecumenismo e Dialogo interreligioso: MONS. DOMENICO MOGAVERO
Educazione Cattolica, Scuola, Università: MONS. MICHELE PENNISI
Problemi Sociali, Lavoro, Giustizia, Pace, Salvaguardia del Creato: MONS. VINCENZO MANZELLA
Cultura e Comunicazioni Sociali: MONS. CALOGERO PERI
Migrazioni: MONS. ANTONIO STAGLIANÒ
Beni Culturali Ecclesiastici, Edilizia di Culto,
Sostegno Economico alla Chiesa: MONS. GIORGIO DEMETRIO GALLARO
Tempo libero, Turismo e Sport: MONS. ANTONINO RASPANTI

***

22/09/2017 12:44

mons-salvatore-gristinaIn prossimità del voto regionale, in programma per il prossimo 5 novembre, i vescovi di Sicilia lanciano un appello per una competizione elettorale che sia “corretta e leale, attenta ai problemi concreti della nostra gente e non preoccupata del successo di parte e dell’occupazione dei posti di potere” perché, per i presuli, “la Sicilia non può più aspettare e grava su tutti la responsabilità di elaborare soluzioni praticabili ed efficaci nel superiore interesse dei cittadini e dei poveri e degli ultimi in modo prioritario”.

Le riflessioni, che nascono “alla luce della Dottrina sociale della Chiesa” e vogliono “annunciare una parola di speranza”, sono diffuse oggi – riporta l’agenzia Sir – a conclusione della sessione autunnale di lavoro della Conferenza episcopale siciliana, riunita a Caltagirone il 20 e 21 settembre.

“Nessuno può esimersi dalla responsabilità di partecipare fornendo il proprio contributo di idee e di proposte sui temi di maggiore rilevanza politico-amministrativa. La costruzione della Casa comune – sintetizzano i vescovi in un documento pubblico e ripreso dall’agenzia Sir – non può diventare appannaggio di gruppi autoreferenziali che pretendono di governare in forza dell’investitura di una parte minoritaria del popolo siciliano”. Per i vescovi, “la Chiesa siciliana non può non interrogarsi sulle condizioni di vita delle donne e degli uomini della nostra Regione, sulle possibilità di trovare soluzioni ai numerosi bisogni che affliggono la popolazione: ladisoccupazione (specie giovanile e femminile), ancora a livelli allarmanti, e poi la questione della formazione professionale, legata all’obbligo scolastico, bloccata sul nascere; oppure quella delle infrastrutture fragili e del dissesto idrogeologico, tanto per citare alcuni esempi”.

“Non è difficile constatare – prosegue il documento – che cresce nei cittadini la delusione per la cosa pubblica insieme a una forte disaffezione per la politica, tanto da indurre molte persone a scegliere la via dell’astensionismo”. Sentimenti dai quali prende forma “lo spettro dell’astensione” che, per i vescovi, “non è facilmente superabile e assume sempre più i connotati di una lezione da impartire a chi non vuole capire. Con tutto il rispetto per le libere scelte di ciascuno – dicono i pastori delle diciotto Chiese di Sicilia –, riteniamo in ogni caso che non si possa andare a votare passivamenteda rassegnati. Per questo intendiamo riproporre a tutti i cittadini siciliani il valore della democrazia partecipativa, alla luce del magistero sociale della Chiesa, con particolare riguardo a un saggio discernimento personale e comunitario dei candidati e dei programmi”.

Nella nota della Conferenza episcopale siciliana, ai candidati si chiedono “competenza, correttezza e coerenza morale nell’impegno socio-politico-amministrativo” con un “netto rifiuto delle varie forme di corruzione e di clientelismo” e una forte “coerenza etica personale”. Parlando di “coloro che hanno responsabilità politiche e amministrative”, i vescovi citano il documento Cei “Educare alla legalità”, dal quale evidenziano le caratteristiche necessarie a chi si propone per questo ruolo: “il disinteresse personalela lealtà dei rapporti umani, il rispetto della dignità degli altri, il senso della giustizia, il rifiuto della menzogna e della calunnia come strumento di lotta contro gli avversari, e magari anche contro chi si definisce impropriamente amico, la fortezza per non cedere al ricatto del potente, la carità per assumere come proprie le necessità del prossimo, con chiara predilezione per gli ultimi”.

I vescovi di Sicilia fanno appello anche a tutti i cittadini-elettori della Regione, alle associazioni, ai movimenti, alle organizzazioni operanti nel tessuto sociale e produttivo dell’isola. A tutti è chiesto di promuovere incontri nel territorio, sia con i candidati all’Assemblea regionale siciliana che con i candidati alla Presidenza.

Tra gli argomenti per il confronto: istruzione e formazione professionale, accoglienza e integrazione degli immigrati, patrimonio turistico e culturale sicilianosostegno alla famiglia, inclusione sociale e lotta alla povertà, gestione della sanità regionale. Stesse attenzioni che devono ritrovarsi all’interno dei programmi, i quali “devono mirare alla costruzione del bene comune”: i presuli, infatti, ribadiscono nella nota la necessità della “opzione preferenziale per i ceti più poveri e per gli ultimi e l’urgenza di interventi promozionali per le periferie abbandonate e degradate, al fine di realizzare condizioni di effettiva uguaglianza in termini di cittadinanza”.

Sorgente: Elezioni Sicilia. I vescovi: vincere rassegnazione e astensione – Radio Vaticana


CESI. Comunicato finale settembre 2017

[…]

2. Nota per le elezioni regionali del 5 novembre
La Chiesa siciliana non può non interrogarsi sulle condizioni di vita delle donne e degli uomini della nostra Regione, sulle possibilità di trovare soluzioni ai numerosi bisogni che affliggono la popolazione: la disoccupazione (specie giovanile e femminile), ancora a livelli allarmanti, e poi la questione della formazione professionale, legata all’obbligo scolastico, bloccata sul nascere; oppure quella delle infrastrutture fragili e del dissesto idrogeologico, tanto per citare alcuni esempi. Non è difficile constatare che cresce nei cittadini la delusione per la cosa pubblica insieme a una forte disaffezione per la politica, tanto da indurre molte persone a scegliere la via dell’astensionismo.

In prossimità delle elezioni regionali, noi vescovi di Sicilia sentiamo il dovere di condividere alcune riflessioni alla luce della Dottrina sociale della Chiesa e di annunciare una parola di speranza. San Giovanni Paolo II ammonisce: “Nel presente momento storico, non ci può essere posto per la pusillanimità o l’inerzia. Esse infatti non sarebbero segno di saggezza o di ponderazione, ma piuttosto colpevole omissione” (Discorso tenuto a Catania il 4 novembre 1994).
Nessuno, perciò, può esimersi dalla responsabilità di partecipare fornendo il proprio contributo di
idee e di proposte sui temi di maggiore rilevanza politico-amministrativa. La costruzione della casa comune non può diventare appannaggio di gruppi autoreferenziali che pretendono di governare in forza dell’investitura di una parte minoritaria del popolo siciliano.

Lo spettro dell’astensione allora non è facilmente superabile e assume sempre più i connotati di una lezione da impartire a chi non vuole capire. Con tutto il rispetto per le libere scelte di ciascuno, riteniamo in ogni caso che non si possa andare a votare passivamente, da rassegnati. Per questo intendiamo riproporre a tutti i cittadini siciliani il valore della democrazia partecipativa, alla luce del magistero sociale della Chiesa, con particolare riguardo a un saggio discernimento personale e comunitario dei candidati e dei programmi.

Ai candidati si chiede competenza, correttezza e coerenza morale nell’impegno socio-politico-amministrativo con un netto rifiuto delle varie forme di corruzione e di clientelismo, coerenza etica personale. Riteniamo, infatti, che coloro che hanno responsabilità politiche e amministrative debbano avere “sommamente a cuore alcune virtù, come il disinteresse personale, la lealtà dei rapporti umani, il rispetto della dignità degli altri, il senso della giustizia, il rifiuto della menzogna e della calunnia come strumento di lotta contro gli avversari, e magari anche contro chi si definisce impropriamente amico, la fortezza per non cedere al ricatto del potente, la carità per assumere come proprie le necessità del prossimo, con chiara predilezione per gli ultimi” (CEI, Educare alla legalità, n. 16).

In merito ai programmi richiamiamo l’esigenza che essi mirino alla costruzione del bene comune, che è la “ragion d’essere della autorità politica” (Gaudium et Spes, n. 74). Ribadiamo, in proposito, l’opzione preferenziale per i ceti più poveri e per gli ultimi e l’urgenza di interventi promozionali per le periferie abbandonate e degradate, al fine di realizzare condizioni di effettiva uguaglianza in termini di cittadinanza.

A tutti i cittadini-elettori della nostra Regione, alle associazioni, ai movimenti, alle organizzazioni operanti nel tessuto sociale e produttivo della nostra Regione chiediamo di promuovere incontri nel territorio per offrire agli elettori luoghi di confronto con i candidati all’Assemblea Regionale Siciliana e con i candidati alla Presidenza per un confronto sull’istruzione e sulla formazione professionale, sull’accoglienza e integrazione degli immigrati, sul patrimonio turistico e culturale dell’Isola, sul sostegno alla famiglia, sull’inclusione sociale e la lotta alla povertà, sulla gestione della sanità regionale.

Auspichiamo una competizione elettorale corretta e leale, attenta ai problemi concreti della nostra gente e non preoccupata del successo di parte e dell’occupazione dei posti di potere. La Sicilia non può più aspettare e grava su tutti la responsabilità di elaborare soluzioni praticabili ed efficaci nel superiore interesse dei cittadini e dei poveri e degli ultimi in modo prioritario.

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