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Gristina, vescovo di Catania, confermato alla guida Cesi, nuove deleghe episcopali | Siciliainformazioni

Da REDAZIONE 22 settembre 2017

Monsignor Salvatore Gristina, vescovo di Catania, e’ stato riconfermato alla guida della Cesi, la Conferenza episcopale siciliana. I Vescovi delle 18 diocesi dell’Isola, a conclusione della Sessione autunnale della Conferenza Episcopale Siciliana, che si e’ tenuta a Caltagirone, in chiusura del quinquennio pastorale 2012-2017, hanno proceduto a rinnovare la Presidenza per il nuovo quinquennio 2018-2022. Oltre al presidente, monsignor Salvatore Gristina, sono risultati eletti il vice presidente, monsignor Michele Pennisi, ed il segretario, monsignor Carmelo Cuttitta.

Inoltre, sono state cosi’ assegnate le Deleghe episcopali per il quinquennio 2018-2022. Dottrina delle Fede e Catechesi: monsignor Salvatore Muratore; Liturgia: monsignor Salvatore Pappalardo; Carita’ e Salute: monsignor Giovanni Accolla; Clero: monsignor Carmelo Cuttitta; Seminari e Vocazioni: monsignor Guglielmo Giombanco; Vita Consacrata: monsignor Mario Russotto; Laicato: monsignor Corrado Lorefice; Famiglia e Giovani: monsignor Pietro M. Fragnelli; Cooperazione missionaria tra le Chiese: monsignor Rosario Gisana; Ecumenismo e Dialogo interreligioso: monsignor Domenico Mogavero; Educazione Cattolica, Scuola, Universita’: monsignor Michele Pennisi; Problemi Sociali, Lavoro, Giustizia, Pace, Salvaguardia del Creato: monsignor Vincenzo Manzella; Cultura e Comunicazioni Sociali: monsignor Calogero Peri; Migrazioni: monsignor Antonio Stagliano’; Beni Culturali Ecclesiastici, Edilizia di Culto, Sostegno Economico alla Chiesa: monsignor Giorgio Demetrio Gallaro; Tempo libero, Turismo e Sport: monsignor Antonino Raspanti. I Vescovi hanno quindi provveduto alla nomina dei Direttori degli Uffici Pastorali regionali, degli Organismi collegati e degli Istituti regionali di formazione.

“La Chiesa siciliana non puo’ non interrogarsi sulle condizioni di vita delle donne e degli uomini della nostra Regione, sulle possibilita’ di trovare soluzioni ai numerosi bisogni che affliggono la popolazione: la disoccupazione (specie giovanile e femminile), ancora a livelli allarmanti, e poi la questione della formazione professionale, legata all’obbligo scolastico, bloccata sul nascere; oppure quella delle infrastrutture fragili e del dissesto idrogeologico, tanto per citare alcuni esempi. Non e’ difficile constatare che cresce nei cittadini la delusione per la cosa pubblica insieme a una forte disaffezione per la politica, tanto da indurre molte persone a scegliere la via dell’astensionismo”.

E’ quanto si legge, in merito alle elezioni regionali in Sicilia, in un nota diramata dai Vescovi a conclusione della Sessione autunnale della Conferenza Episcopale Siciliana, in chiusura del quinquennio pastorale 2012 – 2017, che si e’ tenuta a Caltagirone, nel catanese.

“In prossimita’ delle elezioni regionali, noi vescovi di Sicilia sentiamo il dovere di condividere alcune riflessioni alla luce della Dottrina sociale della Chiesa e di annunciare una parola di speranza – si legge nella nota -. Nessuno puo’ esimersi dalla responsabilita’ di partecipare fornendo il proprio contributo di idee e di proposte sui temi di maggiore rilevanza politico-amministrativa. La costruzione della casa comune non puo’ diventare appannaggio di gruppi autoreferenziali che pretendono di governare in forza dell’investitura di una parte minoritaria del popolo siciliano”

“Lo spettro dell’astensione allora non e’ facilmente superabile – scrivono i Vescovi – e assume sempre piu’ i connotati di una lezione da impartire a chi non vuole capire. Con tutto il rispetto per le libere scelte di ciascuno, riteniamo in ogni caso che non si possa andare a votare passivamente, da rassegnati. Per questo intendiamo riproporre a tutti i cittadini siciliani il valore della democrazia partecipativa, alla luce del magistero sociale della Chiesa, con particolare riguardo a un saggio discernimento personale e comunitario dei candidati e dei programmi”.

“Ai candidati – sottolineano i Vescovi – si chiede competenza, correttezza e coerenza morale nell’impegno socio-politico-amministrativo con un netto rifiuto delle varie forme di corruzione e di clientelismo, coerenza etica personale. Riteniamo, infatti, che coloro che hanno responsabilita’ politiche e amministrative debbano avere ‘sommamente a cuore alcune virtu’, come il disinteresse personale, la lealta’ dei rapporti umani, il rispetto della dignita’ degli altri, il senso della giustizia, il rifiuto della menzogna e della calunnia come strumento di lotta contro gli avversari, e magari anche contro chi si definisce impropriamente amico, la fortezza per non cedere al ricatto del potente, la carita’ per assumere come proprie le necessita’ del prossimo, con chiara predilezione per gli ultimi’ (CEI, Educare alla legalita’, n. 16)”.

“In merito ai programmi – scrivono ancora i Vescovi – richiamiamo l’esigenza che essi mirino alla costruzione del bene comune, che e’ la “ragion d’essere della autorita’ politica” (Gaudium et Spes, n. 74). Ribadiamo, in proposito, l’opzione preferenziale per i ceti piu’ poveri e per gli ultimi e l’urgenza di interventi promozionali per le periferie abbandonate e degradate, al fine di realizzare condizioni di effettiva uguaglianza in termini di cittadinanza”.

“A tutti i cittadini-elettori della nostra Regione, alle associazioni, ai movimenti, alle organizzazioni operanti nel tessuto sociale e produttivo della nostra Regione – aggiungono i Vescovi – chiediamo di promuovere incontri nel territorio per offrire agli elettori luoghi di confronto con i candidati all’Assemblea Regionale Siciliana e con i candidati alla Presidenza per un confronto sull’istruzione e sulla formazione professionale, sull’accoglienza e integrazione degli immigrati, sul patrimonio turistico e culturale dell’Isola, sul sostegno alla famiglia, sull’inclusione sociale e la lotta alla poverta’, sulla gestione della sanita’ regionale”.

“Auspichiamo una competizione elettorale corretta e leale, attenta ai problemi concreti della nostra gente e non preoccupata del successo di parte e dell’occupazione dei posti di potere – concludono i Vescovi -. La Sicilia non puo’ piu’ aspettare e grava su tutti la responsabilita’ di elaborare soluzioni praticabili ed efficaci nel superiore interesse dei cittadini e dei poveri e degli ultimi in modo prioritario”. (ITALPRESS)

Sorgente: Gristina, vescovo di Catania, confermato alla guida Cesi, nuove deleghe episcopali | Siciliainformazioni

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