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08 novembre 2017 Palermo, crisi dell’opera pia Ruffini | TG Sicilia Edizione delle 14.00

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TG Sicilia Edizione delle 14.00 ANDATO IN ONDA IL 08 NOVEMBRE 2017 [@]

Palermo, l’ultimatum dell’arcivescovo: “Senza accordo coi lavoratori chiudiamo l’Opera pia Ruffini” | Repubblica.it

I dipendenti, senza stipendio da 11 mesi, non hanno firmato il piano di tagli. Deficit da 2,5 milioni, le ore di lavoro devono passare da 36 a 30

02 novembre 2017 di GIORGIO RUTA

La vertenza dell’Opera pia cardinale Ruffini è all’ultimo giro di boa. L’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice ha comunicato che il consiglio di amministrazione si riunirà lunedì prossimo con un unico punto all’ordine del giorno: “Chiusura delle attività e dei servizi”.

Una comunicazione che suona come un ultimatum ai lavoratori, senza stipendio da 11 mesi. Infatti se non ci saranno le firme dei 43 dipendenti sui nuovi contratti salterà il banco, perché secondo la direzione dell’ente non si aprirebbero i rubinetti della banca e non si potrebbero proseguire i servizi dell’opera. Sul tavolo delle trattative c’è la proposta presentata da Lorefice il 21 ottobre che prevede la riduzione delle ore di lavoro da 36 a 30 ore, il pagamento delle 11 mensilità arretrate tra quest’anno e il prossimo e una moratoria di un anno per i nuovi stipendi maturati. In ogni caso l’obiettivo è quello di ridurre di un sesto il costo del lavoro, taglio necessario per le casse che segnano un rosso di 2,5 milioni di euro.

I dipendenti, ormai stremati, si sono opposti al piano e hanno proposto di donare sei mensilità, ma dall’azienda ne hanno chieste otto senza garanzie. Adesso Cgil, Csa e Uil sono tornati in campo e puntano a ottenere un accordo che prevede, oltre alla riduzione dell’orario di lavoro, il pagamento di tre mensilità entro dicembre e altre otto nel 2018, 10 nel 2019, per arrivare al pareggio nel 2020. “Siamo pronti a chiudere la questione prima del 6. La situazione è urgente, ci sono fornitori che non daranno più i servizi. Cercheremo di trovare un accordo che tuteli i lavoratori e salvi i posti di lavoro”, commenta Nicola Scaglione del sindacato Csa.

Intanto, oggi dovrebbe arrivare una comunicazione ai lavoratori con cui si invita a firmare i nuovi contratti. Il tempo sta scadendo per la sopravvivenza dell’Opera pia Ruffini.

Sorgente: Palermo, l’ultimatum dell’arcivescovo: “Senza accordo coi lavoratori chiudiamo l’Opera pia Ruffini” – Repubblica.it

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mons-corrado-loreficeAncora braccio di ferro fra gli amministratori dell’ente religioso e i 43 dipendenti, che attendono undici mesi di retribuzione. Finora a vuoto la mediazione di Lorefice

27 ottobre 2017 di GIORGIO RUTA

All’opera pia Cardinale Ruffini è ancora braccio di ferro tra lavoratori e direzione. La settimana scorsa l’arcivescovo Corrado Lorefice, presidente del consiglio di amministrazione dell’ente, aveva fatto un appello ai dipendenti che aspettano il pagamento di 11 mensilità: “E’ il momento di essere corresponsabili”, aveva detto in una sua rara conferenza stampa.

L’opera pia ha un rosso di due milioni e mezzo e la banca non aprirà i rubinetti fin quando non sarà stato presentato un piano di rientro. Senza l’accordo con i 43 lavoratori tutto salta. Dopo otto mesi di trattativa i lavoratori avevano sconfessato i sindacati e si erano affidati a un legale. Ma ieri sera l’avvocato Leonardo Giglio ha gettato la spugna: “Tornino i sindacati”, ha detto dopo l’ennesima impasse.

Sabato scorso Lorefice, accompagnato dal vicepresidente dell’ente Alfredo Sigillò, aveva presentato un piano che prevede la riduzione dell’orario di lavoro da 36 a 30 ore, lo spalmamento degli arretrati tra quest’anno e il prossimo e una moratoria per i prossimi stipendi. Proposta rimandata al mittente dai dipendenti, che hanno formulato un loro piano, offrendo in donazione all’ente due mensilità non percepite.

Proposte e controproposte sono state scambiate tra lavoratori e azienda fino a ieri sera. Ma la stretta di mano non è ancora arrivata e il rischio che l’opera pia sospenda i servizi è altissimo. “Adesso tornino i sindacati, c’è bisogno di loro”, sostiene uno dei dipendenti, Ernesto Billitteri. I rischi sono seri per la sopravvivenza dell’ente che gestisce un asilo, un centro d’accoglienza per i migranti, uno di riabilitazione e una casa per anziani.

Sorgente: Palermo, crisi dell’opera pia Ruffini: i sindacati tornano al tavolo – Repubblica.it


Opera Pia Cardinale Ruffini in crisi Troppi debiti, Lorefice si commuove | Live Sicilia

Sabato 21 Ottobre 2017 – 15:33 di  Articolo letto 7.430 volte

L’arcivescovo per statuto è il presidente: “Non voglio licenziare nessuno”.

 

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PALERMO – Quasi 2 milioni e mezzo di debiti negli ultimi tre anni. L’Opera Pia Cardinale Ernesto Ruffini, una delle istituzioni religiose più grandi di Palermo, è al collasso. A denunciare la grave situazione debitoria è stato l’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice, che per statuto è il presidente dell’ente. Per scongiurare il licenziamento del personale e la chiusura dei servizi (“sarebbe una ferita insanabile”) si chiede ai lavoratori la dilazione degli stipendi arretrati e la riduzione delle ore di lavoro.

Per salvare l’Opcer restano una, forse due settimane di tempo. Il piano di risanamento prevede una forte contrazione delle spese, di cui la voce principale resta quella per il personale. Una crisi che affonda le radici nel 2015, l’anno che ha fatto registrare il peggior risultato economico con la cifra record di 1,66 milioni di euro di debiti. A questa va aggiunta una previsione di disavanzo di 500 mila euro per il 2016 e di 300 mila euro per l’anno in corso. Un trend di decrescita delle passività virtuoso. Ma non basta. Ad agosto, nel corso di un confronto con i sindacati, l’ente Tesoriere ha evidenziato lo sforamento delle risorse finanziarie utilizzabili a debito e ha disposto l’immediato blocco dei pagamenti. Da allora, i lavoratori sono senza stipendio e si fa fatica a pagare i fornitori.

Tra le cause del deficit, Lorefice rintraccia da un lato il ritardo nel pagamento dei crediti da parte della pubblica amministrazione, per la quale l’ente svolge molti servizi di utilità pubblica: dall’assistenza agli anziani a quella ai disabili. Dall’altro “la progressiva diminuzione, quasi fino all’azzeramento dei fondi pubblici regionali”.

In sostanza, le entrate si sono ridotte drasticamente negli ultimi anni, ma le spese sono rimaste immutate. Da qui l’appello ai lavoratori. Quando inizia a parlarne, Lorefice si commuove: “Potevamo licenziare e ridurre il personale. Ma io sono padre e vescovo, quanti e chi avrei dovuto licenziare? E come avrei dovuto scegliere, con la roulette? Il vescovo non taglierà la testa a nessuno. Solo con la solidarietà possiamo venirne fuori”.

I dipendenti dell’Opera Pia sono in tutto 43, molti svolgono più servizi in varie strutture. In 12 lavorano nella scuola Santa Silvia, che conta 250 studenti iscritti all’anno; tre in amministrazione; altri sei presso il villaggio dell’ospitalità “Maria SS. Immacolata”, di via Castellana, che accoglie circa 20 anziani; 15 al centro diurno di riabilitazione “Cor”; e 7 all’asilo nido della Guadagna, “Pesciolino Nemo”.

Il piano di rientro dal deficit scongiurerebbe l’ipotesi di licenziamenti e terrebbe in vita i servizi. Ma le difficoltà non mancano. Tra queste vanno registrate le resistenze dei sindacati. Con un’entrata annuale di un milione e 700 mila euro, l’ente può garantire tre mensilità quest’anno e appena otto nel 2018. “Non chiediamo una rinuncia sugli stipendi arretrati – spiega Lorefice – ma una dilazione dell’arretrato”. A cui si aggiungerebbe una riduzione dell’orario di lavoro da 36 a 30 ore settimanali. Con la promessa di rientrare a orario pieno entro due anni, grazie ai circa sei pensionamenti previsti. “È una misura certamente sofferta e, personalmente, profondamente dolorosa. Dietro i numeri – conclude Lorefice – per me cristiano e vescovo, ci sono persone e non cose, ci sono famiglie, case, pane, vita”.


Dieci mesi senza stipendio, protestano i 43 dipendenti dell’Opera Pia Cardinale Ruffini | BlogSicilia – Quotidiano di cronaca, politica e costume

mons-corrado-loreficeI SINDACATI CHIEDONO L’INTERVENTO DEL PREFETTO ANTONELLA DE MIRO

09/08/2017 di 

Protesta dei 43 dipendenti dell’Opera Pia Cardinale Ruffini da dieci mesi senza stipendio. Si sono riuniti in assemblea e hanno chiesto l’intervento immediato dell’Arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice per avere riconosciuto i diritti di lavoratori.

“Nel febbraio del 2017 sono entrati nelle casse dell’Opera Pia un milione e 150 mila euro – dicono i sindacalisti della Cgil, Uil e Csa – ma gli stipendi non sono stati pagati.

Lo scorso 13 febbraio in un incontro era stato deciso di pagare tutti gli stipendi e ogni tre mensilità un arretrato. Ma anche questo accordo è stato disatteso. Ogni volta che il personale chiede lo stipendio, puntualmente scoppiano altri problemi. Ed è proprio di questi ultimi giorni che si apprende la notizia del Durc sarebbe negativo per omissione pagamento contributi all’Inps”.

Una situazione insostenibile per i lavoratori che chiedono l’intervento urgente dell’Arcivescovo di Palermo presidente del Consiglio di Amministrazione.

“Negli ultimi due incontri a Palazzo Arcivescovile abbiamo indicato la strada per rilanciare altri servizi considerando le nuove povertà per mettere a frutto il patrimonio immobiliare dell’Opcer – dicono i sindacati – Accoglienza per le donne e bambini immigrate in primis, ma nulla si muove. Ci rivolgeremo al prefetto di Palermo Antonella De Miro per chiedere una mediazione e risolvere questa vertenza. I lavoratori non si fidano e chiedono le dimissioni dei vertici del Cda”.

Sorgente: Dieci mesi senza stipendio, protestano i 43 dipendenti dell’Opera Pia Cardinale Ruffini | BlogSicilia – Quotidiano di cronaca, politica e costume

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