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Monsignor SEBASTIANO ROSSO: da sacerdote colto e virtuoso a umile vescovo al servizio di emigranti, malati e terremotati, grande modernizzatore della Chiesa di Sicilia | Pino Riggio (fb)

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19 novembre 2016
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MONSIGNOR SEBASTIANO ROSSO: da sacerdote colto e virtuoso a umile vescovo al servizio di emigranti, malati e terremotati, grande modernizzatore della Chiesa di Sicilia.

Comincio questo articolo col ricordare che Don Peppino Comitini, tabaccaio ma con l’hobby della pittura e della poesia dialettale, in una delle poesie del suo libro “Cosi ri casa” dal titolo: “U me paisi”, così conclude: …terra d’artisti. Scienti e ‘llittirati naca di gran pueti a minna cina… a iosa”… E da parte mia aggiungerei: “nonché di alte personalità civili, militari e religiose”.

mons-sebastiano-rossoIn quest’articolo mi piace parlare del massimo delle personalità in campo religioso a cui la nostra Chiaramonte ha dato i natali: Mons. Sebastiano Rosso, Vescovo di Piazza Armerina. Egli nacque a Chiaramonte Gulfi il 14 aprile 1912. Frequentò il Ginnasio e il Liceo nel Seminario di Siracusa, nella quale città fu ordinato sacerdote il 1° novembre 1934. Dopo aver perfezionato gli studi teologici nel 1939 presso l’Università Gregoriana di Roma, si recò all’Università cattolica di Lovanio (Belgio) dove studiò Sociologia. S. E. il Vescovo di Siracusa Mons. Ettore Baranzini, che ne apprezzava le alte doti d’ingegno e la vasta ed elevata cultura, prima lo volle vicino come Segretario Particolare, poi lo nominò Rettore del Seminario.

Successivamente fu nominato Delegato Arcivescovile per l’Azione Cattolica diocesana alla quale si dedicò con tutto il suo entusiasmo e la sua preparazione. Nel 1953, essendo stato nominato Rettore, bandisce un Concorso Internazionale per la costruzione del Santuario della Madonna delle Lacrime e così tutta la sua opera si concentrò nella costruzione della grandiosa cripta e nella sistemazione della nuova chiesa-santuario. S’impegnò inoltre nell’opera di completamento e ristrutturazione della Casa del Pellegrino, della Casa di Sollievo e di tutte le altre opere annesse al Santuario.

Il 6 gennaio 1971 in Siracusa venne ordinato Vescovo tra l’entusiasmo di tutti gli abitanti di quella città perché, essendo lì vissuto per molti anni, lo ritenevano ormai loro concittadino. L’11 febbraio dello stesso anno prese possesso della Diocesi di Piazza Armerina dove istituì cinque nuove Parrocchie e tre Zone pastorali. Nei quindici anni di episcopato, durante le Visite Pastorali nelle parrocchie dei dodici Comuni della Diocesi, curò gli incontri con gli ammalati, gli anziani e i giovani dando esempio di grande attenzione e apertura verso i loro problemi. E intanto donò un rene artificiale all’Ospedale Civile “M. Chiello” di Piazza Armerina, sollecitando così l’apertura del nuovo Reparto di Dialisi. Incaricato dalla Conferenza Episcopale Siciliana (CESI) di occuparsi della Pastorale del Mondo del Lavoro, costituì un apposito ufficio e quindi si recò a incontrare gli operai nelle varie aziende.

In seguito andrà anche in Visita Pastorale agli emigrati presenti nei vari Paesi Europei e negli Stati Uniti d’America per portare una parola di solidarietà ai numerosi gruppi provenienti non soltanto dalla Diocesi di Piazza Armerina ma di tutta la Sicilia, testimoniando in questo modo il legame con la nostra terra anche dal punto di vista religioso e culturale. Inoltre, accogliendo pienamente lo spirito del Concilio Vaticano II, si occupò della promozione umana e cristiana dei laici per far loro acquisire una solida formazione teologico-culturale e una maggiore competenza nel dialogo col mondo contemporaneo. Grazie alla costituzione dell’Ufficio Teologico “M. Sturzo”, nelle due sezioni di Piazza Armerina e Gela, istituisce il Consultorio Familiare Diocesano per i fidanzati che si preparano al matrimonio.

Sa intrattenere un proficuo dialogo con i fedeli e i cittadini di tutte le estrazioni sociali privilegiando coloro che si trovano in difficoltà. In occasione del terremoto del Belice organizzò il soccorso per i sinistrati e, in seguito, in occasione dell’altro immane disastro sismico, invia una raccolta di fondi, viveri, vestiti e medicinali in Irpinia, dove fu costruito un salone polivalente destinato a chiesa e/o asilo per i bambini. Il Vescovo personalmente si recò tra quei terremotati, per l’inaugurazione dei locali in cui fu apposta un’apposita targa a testimonianza dell’amicizia della Diocesi e della Città di Piazza Armerina per i fratelli dell’Irpinia.

Il suo dinamismo, che è la più caratteristica espressione delle sue notevoli doti di animatore e sommo organizzatore di notevolissime capacità, si fonde mirabilmente in lui con le sue qualità migliori che sono quelle spirituali, morali e intellettuali dispiegate in tutte le manifestazioni del suo ministero sacerdotale. Ha inoltre il dono di saper parlare di Dio e di qualsiasi altro argomento con una competenza rara che lo rende un vero maestro e una sicura guida. Vescovo dottissimo e virtuosissimo dunque, che conosce esattamente il compito e la funzione della Chiesa nel mondo contemporaneo, le modalità del suo inserimento nella società moderna per trasformarla e ricondurla a Dio, ma anche sacerdote di profonda pietà e di nota virtù, sommamente modesto e schivo di elogi, oratore e predicatore sobrio ma efficace e incisivo.

Non appena i tanti impegni pastorali glielo consentivano, ritornava spesso a Chiaramonte ove, dopo la cessazione del suo ministero vescovile, scelse di trascorrere anche gli ultimi anni della sua vita e qui mantenne sempre forti legami affettivi soprattutto con l’intera comunità chiaramontana. E a questo proposito voglio ricordarlo come intimo amico di mio padre di cui, nel maggio 1987, volle celebrarne la S. Messa in occasione del 50° anniversario del matrimonio.

pino-riggioAnch’io gli ero amico tanto da tenermi sempre in considerazione per qualsiasi consiglio tecnico. Fra l’altro ebbi il piacere e l’onore di fornirgli il progetto per il rifacimento del pavimento della Cappella del Santissimo e dell’Altare Maggiore della Chiesa Madre che, per sempre esserne ricordato, ha fatto eseguire a proprie spese. Inoltre, ha lasciato al Comune di Chiaramonte Gulfi gli anelli pastorali esposti e custoditi presso il Museo di Arte Sacra.

La sua dipartita avvenne proprio in Chiaramonte Gulfi, il 7 febbraio 1994, per un improvviso malore dopo aver celebrato la S. Messa.

La tomba nella Cattedrale di Piazza Armerina

Al funerale, celebrato in Chiesa Madre, accorse una grande massa di persone di ogni ceto sociale, quasi tutti i Vescovi della Sicilia e moltissimi prelati delle Diocesi di Ragusa, Piazza Armerina e Siracusa. Come da sua volontà, fu sepolto in Piazza Armerina.

villaggio-gulfi-0Mons. Sebastiano Rosso rappresenta una delle figure più amate della nostra città tanto che nel 1997 l’allora Amministrazione in carica l’ha voluto meglio ricordare dedicandogli un busto di bronzo collocato nell’area verde del Villaggio Gulfi.

Pino Riggio

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