Cronaca Storia

Palermo abbraccia don Corrado Bagno di folla per il neo vescovo | Siciliainformazioni

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Da  REDAZIONE  – 6 dicembre 2015

Una grande folla di fedeli ha accolto a piazza Pretoria, a Palermo, in un clima di festa, monsignor Corrado Loreficeda oggi ufficialmente nuovo arcivescovo. Decine di giovani e bambini, gruppi boy scout e comunità parrocchiali attendono il presbitero con cori, musica e striscioni di benvenuto. Dopo l’incontro con le autorità, il sacerdote tiene il suo primo discorso alla cittadinanza, poi la processione alla Cattedrale, per la celebrazione eucaristica e la consacrazione episcopale, per ricevere l’ordinazione mediante l’imposizione delle mani del suo predecessore, il cardinale Paolo Romeo, e di altri vescovi. Una quindicina di pullman dalla diocesi di Noto, dove l’ormai ex parroco di Modica ha esercitato finora il suo ministero presbiterale.

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PALERMO 05.12.2015 – CERIMONIA INSEDIAMENTO NUOVO VESCOVO CORRADO LOREFICE. © STUDIO CAMERA/MICHELE NACCARI

All’interno e all’esterno della Cattedrale montati alcuni maxi schermi per seguire la celebrazione e la zona attorno a corso Vittorio Emanuele è stata chiusa al traffico dalle 10 di stamattina. L’8 dicembre, giorno dell’Immacolata, si terrà la canonica processione cittadina e il neo arcivescovo terrà un nuovo discorso alla cittadinanza. Anche per quell’occasione la zona di corso Vittorio Emanuele sarà inibita ad auto e moto.

mons-corrado-lorefice“Non mi nascondo le contraddizioni di una bellezza che a Palermo appare ferita dalla violenza e dal sopruso. Sono qui stasera per farmi carico con voi di tutto questo”. Così Corrado Lorefice durante il suo primo discorso alla cittadinanza. “Nella sua storia – ha aggiunto – questa città porta in sè i segni della sua rinascita, del suo possibile ruolo di guida di una Sicilia libera dai lacci della mafia, dal clientelismo e dal cinismo, dalla disillusione e dalla disperazione di giovani costretti a partire e di adulti senza valori, libera dalla difficoltà economica e dalle contraddizioni sociali, dalla povertà e dall’ingiustizia, dal pressapochismo e dalla rassegnazione. Di una Sicilia che sia la terra della festa, della memoria viva degli anziani, dell’ospitalità vigile degli adulti, del sogno incantato dei bambini”. Con la voce rotta dall’emozione il nuovo arcivescovo di Palermo ha sottolineato che “i bambini sono l’immagine del nostro futuro”.

“Che ci faccio qui? Però ci sono e ci voglio essere… I nostri occhi – ha continuato – sono ricolmi di gioia e gratitudine e i miei si ritrovano innanzitutto a contemplare la bellezza di una città che ora è la mia. La riconosco, iniziando questa avventura con voi, nella sua natura di capitale europea, nella sua tradizione, nella sua bellezza, nel suo essere naturale culla di civiltà. Qui a Palermo Oriente e Occidente davvero si sono incontrati, qui si sono gettate le basi della letteratura italiana. Sento l’esigenza – ha aggiunto – di ricordare la vocazione di pace, di incontro, unita’, dialogo e scambio che Palermo si porta scritta nel cuore, l’esigenza di ricordare la sua natura di ponte fra le culture araba, ebraica e cristiana in un tempo storico cosi’ difficile in cui tanti evocano e praticano un folle scontro di civiltà, in cui si accentuano e si costruiscono motivi di divisione e di assurda frammentazione fra nord e sud del nostro paese. Ricordiamoci – ha sottolineato – di essere un popolo che nel suo dna ha la ricerca della pace e non della guerra”.

“La Costituzione della Repubblica Italiana sia una bussola per tutti noi, e per me per primo, a partire da quell’articolo 3 che come cittadini, ognuno nella propria responsabilità e nel proprio ruolo, siamo chiamati a rendere reale nella nostra pratica quotidiana, nella nostra vita di ogni giorno”. Lo ha detto monsignor Corrado Lorefice, che oggi si insedia quale nuovo arcivescovo di Palermo, durante il suo primo discorso alla cittadinanza, a piazza Pretoria. Dopo avere letto l’articolo 3 della Costituzione, più volte interrotto dagli applausi, il nuovo arcivescovo di Palermo ha sottolineato, visibilmente commosso, che “si tratta di un articolo meraviglioso” e che “per realizzare tutto questo Palermo ha un’energia speciale, una forza potente, quella di farsi testimone della verità e della giustizia che hanno fuso il loro sangue per creare una convivenza più giusta e più umana, per dire no alla violenza e al sopruso, ai poteri che puntano a distruggere l’uomo e cancellarne la dignità”, ha concluso Lorefice.

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PALERMO 05.12.2015 – CERIMONIA INSEDIAMENTO NUOVO VESCOVO CORRADO LOREFICE. © STUDIO CAMERA/MICHELE NACCARI

“Palermo in festa accoglie il nuovo pastore”. Lo ha detto il cardinale Paolo Romeo, aprendo nella cattedrale del capoluogo siciliano, gremita di fedeli, la cerimonia di ordinazione episcopale di monsignor Corrado Lorefice, nuovo vescovo di Palermo. Monsignor Angelo Giurdanella, vicario generale della diocesi di Noto, a Palermo, in una cattedrale gremita di gente, ha letto la bolla di nomina con cui don Corrado Lorefice è stato designato da papa Francesco alla guida della Chiesa palermitana. “Francesco Vescovo, Servo dei Servi di Dio al diletto figlio Corrado Lorefice, membro del clero della diocesi di Noto ed ivi in atto Parroco e Vicario Episcopale, eletto Arcivescovo Metropolita di Palermo, salute e Apostolica Benedizione – si legge nella bolla papale -. Chiamati a succedere nel servizio del beato Apostolo Pietro, ci sforziamo di prenderci cura con l’aiuto di Dio, che e’ grande nell’amore, e con viva sollecitudine, del bene di tutto il gregge del Signore. Pertanto, dovendosi provvedere alla Chiesa Metropolitana di Palermo, davvero antica e insigne per la fede cattolica e per i sacri Pastori, per la storia e per le opere d’arte, attualmente vacante in seguito alla rinuncia dell’Eminentissimo Signor Cardinale Paolo Romeo, riteniamo pronto a reggerla te, Figlio diletto, presbitero di provata virtu’ e di ottima aspettativa, esperto nelle realta’ ecclesiali e nelle vocazioni. Dunque, sulla base del parere della Congregazione per i Vescovi, in virtu’ della Nostra suprema autorita’ Apostolica ti nominiamo Arcivescovo Metropolita di Palermo con tutti i diritti e i doveri a quest’ufficio connessi. Permettiamo che tu riceva l’ordinazione episcopale al di fuori della citta’ di Roma”.

“Prima, pero’ – si legge sempre nella bolla papale -, farai la professione di fede cattolica e presterai giuramento di fedeltà a Noi e ai Nostri Successori secondo i sacri canoni e la consuetudine. Disponiamo che questa Lettera sia resa nota al tuo clero e al tuo popolo, che esortiamo ad accoglierti con gioia e a mantenersi sempre unito a te. Fa’, infine, diletto Figlio, che, seguendo l’esempio di Cristo, Principe dei Pastori, tu sappia portare a compimento un così grande servizio, mostrando quell’amore che il nostro Maestro ci ha lasciato nell’ultima cena quale suo supremo testamento (cfr. Gv 15, 9-17), cosicché i fedeli che ti vengono affidati possano trovare in te una saggia guida, un sapiente maestro e un affettuosissimo padre. I doni dello Spirito Paraclito, per la protezione di Maria Santissima, Nostra Signora, Regina del Cielo e per intercessione di santa Rosalia e del beato Giuseppe Puglisi, sempre ti colmino di gioia e sostengano te e codesta carissima comunità ecclesiale nella diletta isola di Sicilia. Dato a Roma, in San Pietro, il giorno ventisette del mese di ottobre dell’anno del Signore duemilaquindici, terzo del Nostro Pontificato. Francesco”.

Al termine della celebrazione, e’ stato presentato oltre all’anello che gia’ indossa, il pastorale offerto dall’Arcidiocesi di Palermo. A questo punto, e’ avvenuto l’insediamento sulla cattedra, che il cardinale Romeo ha ceduto al nuovo vescovo, il pastorale (offerto dall’Arcidiocesi di Palermo), che da questo momento prende possesso a tutti gli effetti della diocesi palermitana. Il passaggio di consegne e’ stato accompagnato da un lunghissimo applauso. Quindi, l’abbraccio di pace con tutti i confratelli vescovi, a simboleggiare l’accoglienza di monsignor Lorefice nel collegio episcopale. Il neo ordinato vescovo ha cosi’ assunto la presidenza della liturgia eucaristica, dall’offertorio in poi. Dopo la comunione e l’orazione conclusiva, il canto solenne del “Te Deum”, mentre il nuovo vescovo percorre la navata della basilica impartendo a tutti la benedizione. Quindi, monsignor Lorefice ha rivolto la sua parola al popolo concludendo la liturgia con la benedizione solenne. Al termine la processione dei concelebranti ha raggiunto l’Episcopio, dove sono stati dismessi i paramenti liturgici.

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