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Salvatore, Titina e 12 capre | ragusanews.com

Attualità Ispica 02/08/2010 17:33  NOTIZIA LETTA: 6323 VOLTE – Redazione

butembo-beni-notoLa storia.

Finisce con un matrimonio il viaggio di un volontario nella gemellata Butembo Beni

Ispica – Il gemellaggio fra la diocesi di Noto e la diocesi di Butembo-Beni nel Congo è stato arricchito da un evento particolare: un matrimonio celebrato nella basilica della Ss. Annunziata.

La particolarità dell’evento, del matrimonio sta proprio negli stessi sposi: Salvatore Figura e Titina Katungu Simisi, il cui amore è sbocciato, si è consolidato, per dirla con don Giuseppe Stella il parroco della basilica dell’Annunziata, nell’alveo del gemellaggio della diocesi netina con quella della diocesi africana.

Il novello sposo ebbe modo di intraprendere il suo primo viaggio nel Congo nell’aprile del 2009, chiamato a dare il suo prezioso contributo nella costruzione di una centrale idrofotovoltaica in grado di garantire il prezioso liquido nel villaggio di Bingo.

Il giovane Salvatore incontra a Butembo Titina, studentessa presso l’università diocesana del Graben e corista della cattedrale. Il loro legame si rafforza ogni giorno di più, tanto che Salvatore, avendo concluso il suo impegno nell’ambito del progetto della centrale idrofotovoltaica, e portato a termine anche il suo contributo presso il centro nutrizionale intitolato a «Grazia Minicuccio», ritorna ad Ispica ma la sua mente è sempre in Africa.

Resiste solo un mese.

La sua mente, il suo cuore sono legati ormai in maniera inscindibile a Titina. Ritorna in Africa, i due giovani sono sempre più vicini e decidono di sposarsi. Lo scorso mese di gennaio, esattamente il 30, viene celebrato il matrimonio civile. Salvatore, sempre più innamorato, viene chiamato ad osservare la tradizione locale, la tradizione congolese.

Così Salvatore Figura porta in «cambio» della sposa, della sua amata Titina, 12 capre da offrire alla famiglia. Salvatore e Titina, novelli sposi rientrano in Italia, ad Ispica, lo scorso mese di Marzo e pensano alla celebrazione del matrimonio religioso, evento celebrato nei giorni scorsi. Un matrimonio concelebrato da don Giuseppe Stella, da don Vincenzo Caccamo, da don Salvatore Cerreto, da don Giovanni Bilongo e da don Roberto Masinda.

Alla celebrazione, ricca di folclore, ha partecipato anche la Congregazione delle Piccole suore della Presentazione di Maria al tempio della diocesi di Butembo-Beni. Nel momento dell’offertorio hanno dato vita a una piccola «danza» che ha arricchito ancora di più l’evento tanto atteso dall’intera comunità parrocchiale.

Il genitore dello sposo «Ciccio», conosciuto nell’ambiente parrocchiale e devoto del Cristo con la Croce, organizza la processione del simulacro nella settimana successiva alla tradizionale «Settimana santa», etichettata in città come la festa dei bambini.

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1988 – Mons. Nicolosi, Vescovo della Diocesi di Noto, e Mons. Kataliko, Vescovo della Diocesi di Butembo-Beni, firmano il gemellaggio tra le due diocesi

«La storia di Salvatore e Titina dimostra e insegna tante cose, può essere considerato a buon diritto – dichiara don Giuseppe Stella – uno dei frutti migliori del gemellaggio fra Noto e Butembo-Beni. Nato nel 1988 per iniziativa dell’allora vescovi della diocesi di Noto, mons. Nicolosi, della diocesi di Butembo-Beni, mons. Katalico.

Il gemellaggio si è sempre proposto di creare legami e rafforzare relazioni tra persone e istituzioni dell’uno e dell’altro popolo, cogliendone gli slanci ed i valori migliori. Il gemellaggio raggiunge il suo scopo e produce i suoi frutti migliori – continua don Giuseppe Stella, parroco dell’Annunziata – quando le persone si incontrano, si conoscono e rimangono legati, mentre perde gran parte del suo significato quando si limita ad una forma di assistenzialismo che, mascherato talvolta di carità, spedisce soldi, abiti usati, macchinari obsoleti e oggetti usati, magari fuori moda in Italia, con l’unico risultato di acquietare le nostre coscienze.

Salvatore e Titina con la loro storia, con il loro matrimonio e con la loro solo presenza, hanno dimostrato, dimostrano che il vero gemellaggio è fatto di cuori che incontrano cuori, occhi che guardano altri occhi e mani che si stringono per cercare e costruire un mondo più giusto e più equo. Il loro è come un sogno, ma come tutti i sogni – conclude don Giuseppe Stella – ha il potere e la capacità di evocare una realtà più grande e profonda; dalla loro unione il nostro gemellaggio con Butembo-Beni tragga spunto per diventare più umano, più equo, più cristiano, questo matrimonio segni una nuova pietra miliare nell’unione tra il nostro popolo di Noto e quello più povero e martoriato dalle guerre nel Congo».

Nella foto, la sposa Titina Katungu Simisi con il marito Salvatore Figura nel giorno del matrimonio

Sorgente: Salvatore, Titina e 12 capre – Attualità Ispica

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